Serata a rischio. In programma c'era l'intervento teso a rimuovere l'alveare dalla Chiesa. L'operazione e' iniziata verso le 17, c'era da recuperare e da montare i cavalletti (ponteur) almeno tre livelli, predisporre la macchina del vapore, procurarsi il piretro (pianta composita sericea, cespugliosa, a capolini bianco giallastri che, polverizzati, sono usati come insetticida) e iniziare l' operazione.
Con noi c'erano due maçons con il compito di predisporre l'impresa. Occorreva muoversi con destrezza all'imbrunire, infatti ci e' stato spiegato che a quell'ora le api rientrano nell'alveare ed e' il momento propizio per ucciderne la maggior parte e ridurre il rischio di un attacco. Ci muoviamo con il trattore, carico di ponteurs e una macchina, carica di pluviali e la macchina del vapore. Scarichiamo il tutto sul sagrato, allontaniamo i mezzi e si inizia a montare la costruzione. I maçons si riempiono le orecchie e le narici di bambagia, ci dicono che se le api vi entrano e' molto rischioso inoltre non sentire il ronzio il controllo delle movenze e di conseguenza movimenti bruschi e non ponderati. I ponteurs vengono montati lentamente, prima quello di base, poi il secondo stadio, poi il terzo, l'altezza cosi' raggiunta e' 7-8 metri dal suolo. Ed ecco il primo imprevisto, Franco che stava coordinando l'operazione lancia l'allarme.
Arrivano, "entends le bourdonnement nous nous e'chappons!" il ronzio e' grande, comincia ad imbrunire, non le vedo sento solo un strepito assordante, sento una puntura sul braccio, vedo Franco e il maçon calarsi o meglio piombarsi dall' intelaiatura e scappare. Se la caveranno anche loro con una puntura a testa, orecchio e collo. Forse sono le tenebre, non so, non ci inseguono e pochi attimi dopo ritorna il silenzio. Si riprende fiato, si discute animatamente:
— Io non ci torno sopra
— Chi mette i tubi adesso?
— E' troppo imprudente
Poi ritorna la determinazione. L'impalcatura e' pronta, occorre montare i pluviali a terra, sono tre pezzi per una altezza di circa dieci mt., posizionare la macchina del vapore, montarci sopra in verticale le tubazioni ed arrivare a pochi cm dall'alveare, legarla saldamente alla struttura, accendere la "vaporella" e scappare. Seppure non convinto Franco risale, cerca di non far rumore e lentamente facciamo strisciare verso l'alto la tubazione, riusciamo a farla arrivare a pochi centimetri, le api avvertono il pericolo, risentiamo il ronzare ma non le vediamo e soprattutto non ci attaccano. Lentamente ridiscende e… riprendiamo fiato, si puo' inserire la corrente, far uscire il vapore e attendere i risultati.
Lasciamo il sagrato fra le esaltazioni, si perche' nel frattempo decine e decine di persone, ragazzi, donne, uomini si erano disposti in osservazione sotto gli alberi. Per una buona mezzora le api sono state "gassate" poi il generatore si ferma e con lui la corrente. Questa mattina di buon ora siamo andati a vedere. Un tappeto di api giaceva a terra, alcune morte, altre stordite. Sono state scopate via dalle donne che iniziavano a mettere contenitori per terra in corrispondenza del miele che colava dall'alto. Questa sera daremo ancora un po' di piretro domani forse si potra' staccare l'alveare.
Per inserire un commento a questa pagina è necessario registrarsi al sito. Segui questo link per effettuare la login, o per creare un nuovo utente.
Home