Come da programma vado a Mamiong, c'e' il pozzo da riparare e poi nel pomeriggio devo partire per Sarh. Sara' una mattinata intensa, non ho ben chiare le idee in merito al tipo di intervento. Faccio caricare il rimorchio, gli anelli di cemento, un treppiede di ferro alto tre metri da porre a cavallo del "manque d'eau" per calarli, bouts de bois e altro materiale vario, preferisco eccedere, accorgersi che ti manca il martello ti costringe a fare dieci chilometri di brusse per rientrare a prenderlo e dieci per ritornare.
Con me oltre Jape' e Gilbert (idraulico-elettricista) due maçons. L'intervento si mostra subito difficoltoso, caricare questi enormi anelli di cemento non e' una impresa facile, occorre legarli, sollevarli, maneggiarli con cura, poi, vanno scaricati, posizionati sulla bocca del pozzo e calati lentamente. Comunque procedo, lentamente, ma in sicurezza. L'operazione piu' difficile e' quella di posizionarli. Montiamo il treppiede, posizioniamo la carrucola, manualmente solleviamo e adagiamo sul bordo il primo anello. Una volta imbracato, legato il capo al trattore, lo manovro lentamente facendolo scendere. Poiche' la misura (pozzo-anello) ha uno scarto di soli 4 centimetri la discesa e' difficoltosa e complessa.
Raggiunto il fondo, devo calare un manovale per sciogliere i legacci; non so esattamente quanta acqua trovera', il manufatto di cemento, alto 50 cm e' letteralmente scomparso nell'acqua. Comunque se il giorno prima si sono calati, significa che e' possibile. Un manovale non basta, raggiunto il fondo, per slegare la corda, bisogna sollevare leggermente il lavorato. Jape' scende a dare una mano. Il primo anello e' calato, gli operai sono saliti, tutto bene. Ora caliamo il secondo; gia' qualcosa non lascia presagire una operazione veloce. A meta discesa, a circa 12 metri si impunta sulla parete. Manovrando con il trattore, tirando e calando ripetutamente, si riposiziona e si adagia sul primo. Ora devono scendere i "maçons", nessun problema per il primo. Nel calare il secondo, la corda si blocca nella carrucola. Durante l'operazione di discesa del blocco, si era danneggiato il gancio della paranco, ora, non tratteneva piu' la corda in posizione corretta. Jape' era appeso a meta' percorso, le pareti fangose e viscide non permettevano nessuna presa. Un attimo di esitazione, poi mandiamo una seconda corda che manovriamo a mano. Ora e' nel alveo. Sganciano la corda, poi risalgono, lentamente tirati su a braccia.
Domani la squadra dei "le puits d'eau" dovranno ultimare la pulizia, protetti da un metro di cemento potranno togliere il fango e ultimare lo scavo verso la falda pulita.
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