[...] Il pomeriggio e' dedicato ad una promessa fatta a suor Michela, c'e' una catasta di legna da tagliare e da sistemare nella legnaia. E' un tipo di legna durissimo e a mano e' impossibile fenderla: occorre la motosega. Franco e' la persona che deve aiutarmi.
E' sabato pomeriggio, dovrebbe essere dedicato al break dal lavoro e al riposo, ma so di poter contare su di lui. Alle 16 iniziamo, contiamo di finire prima del buio e in effetti alle 18 si termina. Ho mangiato tanta di quella polvere di legno che soffiando il naso coloravo il fazzoletto di rosso, ma cio' che era tremendo, era il gas di scarico della motosega che respiravo. Piu' volte mi sono fermato per bere e prendere fiato.
Tutti i bambini del centro nutrizionale hanno assistito all' infelice compito e ad ogni pezzo di legno che cadeva, esultavano. E' stato faticoso ma gratificante, quando a lavoro terminato mi sono allontanato, ero contento. La legna serve per accendere il fuoco, ma non per scaldarsi chiaramente, ma per cuocere la bulle', per nutrire questi infelici e dare una speranza e una serenita' di sopravvivenza e di tutto cio' un po' di merito sara' anche mio.
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