La giornata odierna e' dedicata alla "Meson Sarah", occorre liberare l'area dal cumulo di terra che inevitabilmente e' stata depositata durante i lavori di trivellazione del "puits d'eau" e dalle opere murarie inerenti la costruzione. E' incredibile quanto materiale di risulta si accumula durante i lavori di ristrutturazione, ed occorre farsi un varco nella recinzione e con la pala meccanica trasportare la risulta in altro luogo. Fortunatamente poco distante c'e' un piccolo avvallamento che le piogge hanno scavato, sara' un buon punto di smaltimento oltre che una buona iniziativa.
Meson Sarah e' una casetta in pessime condizioni che Angelo ha iniziato a risistemare. Il nome e' quello della figlia "Sara" nativa di Goundi. Con il suo rientro in Italia, i lavori sono proseguiti senza un controllo sul campo, saputo del mio ritorno in Africa, Angelo, mi ha delegato "capo cantiere" e mi da disposizioni tramite "ordinateur" sulle iniziative da portare a termine. Quella di oggi e' lo sgombro dello spazio circostante l'abitazione. E' strano di come si possano dirigere i progetti dando la parvenza della "presenza sul campo". Io lo tengo informato e lui mi invia i compiti da eseguire.
Il cantiere maternita' prosegue. Ogni giorno ci sono piccoli problemi che bisogna risolvere, a volte occorre inventare una soluzione poiche' non si dispone di mezzi idonei, facilmente fruibili in Italia. Oggi, ad esempio, sono terminati i gommini per fissare le "tolle" del tetto. Sono pezzetti di gomma ovale con un buco nel centro, si fa passare la vite che serra la lamiera con le travi di ferro. Mi viene spontaneo dire faccio un salto da "Castorama" con pochi euro ne acquisto qualche pacchetto e non fermiamo il cantiere; certo vieni informato solo quando sono finiti e se tutto va bene, tempo due o tre settimane arrivano. Allora bisogna inventare, troviamo dei rotoli di plastica adesiva, abbastanza spessa, manualmente li realizziamo, sembrano tenere e proseguiamo nella istallazione del tetto. Ci avvertono che e' terminato il tondino del 6, serve per fare l'armatura dei pilastri della veranda, ci guardano, si siedono e aspettano. "Mamagubait" il commerciante arabo che ci rifornisce del materiale da cantiere ci dice che e' terminato, occorre ordinarlo, arrivera' da Sarh, forse, appena possibile.
Ci servono una cinquantina di verghe, da un cantiere di sua proprieta' riusciamo a farcene "prestare" trentadue: importante e' proseguire la costruzione, poi ci penseremo. "Giani', Giani'" mi chiamano, "elle est termine'e le re'seau me'tallique": nel container che usiamo come magazzino e' rimasto l'ultimo rotolo, occorre metterlo sulla nota d'acquisto come urgente, questo non e' reperibile a Goundi forse con un po' di fortuna lo troviamo a Sarh. Diversamente lo si deve richiedere a N'Djamena, non averlo e' sicuramente un problema: settimana prossima terminato l'ultimo rotolo, si ferma la produzione delle dalle'.
Peccato! Castorama ci avrebbe risolto il problema; proseguono cosi' le giornate fra l'incertezza, l'inventiva e l'accessibilita'. Penso che diventera' prioritario e indispensabile una "visite au marche'" a Sarh alla ricerca di cio' che ci serve.
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