Gianni Pesticcio Diario Tchad
05 Luglio 2006 - Tchad (Goundi)
Ippopotami nella capitale
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Ed eccomi di nuovo in Tchad, nulla e' cambiato dalla mia partenza. L'aeroporto come al solito e' rattristante: i soliti campi incolti, la solita sporcizia, la solita gente che staziona nei pressi alla ricerca di piccoli commerci. Cabrini, il luogo dove pernottero' e' rimasto identico, forse mi aspetto di trovare cambiamenti ma il periodo di assenza e' breve e il luogo e' gia piu' che dignitoso. Nei pressi del ponte che collega la citta' al centro Universitario ho visto due ippopotami; la gente continua tranquillamente l'attivita' di pesca o altro senza curarsi degli animali che possono diventare estremamente pericolosi.

hippo

Proseguiro' giovedi' con un volo interno della Maf. E' un piccolo velivolo di 8-10 posti ed il percorso e' di due ore, compensa la lunga marcia alternativa che il fuoristrada deve compiere normalmente per andare da N'Djamena a Goundi. Si parte alle 7, destinazione Sarh, breve sosta per far scendere un paio di persone e si prosegue per Koumbra. Ad attenderci suor Agostina e Taja. Viaggio in compagnia di due medici spagnoli molto simpatici.

La parte terminale del tragitto e' fatta necessariamente in auto, sono 70 chilometri che percorriamo in un ora e mezzo. La strada e' piu' dissestata del solito. Si cominciano a vedere le barriere che vengono istallate per impedire a mezzi pesanti di transitare e deteriorare ulteriormente il fondo sabbioso, le piccole piogge hanno prodotto buche piene d'acqua che rappresentano un insidia molto pericolosa. Insabbiarsi significa restare bloccati per ore ed ore su di una pista poco trafficata.

L'arrivo e' per pranzo, doccia, recupero dei bagagli ed ambientazione. Il pomeriggio e' dedicato a salutare tutte le vecchie conoscenze che mi attendevano: suore della carita', gesuiti, personale medico, laici e molti ciaddiani che mi salutavano dicendomi:"bien revenu monsieur Gianj combien de temps tu t'arrêtes?" (NDR: Ben tornato Sig. Gianni, quanto tempo ti fermi?). E' bello accorgersi di quante persone ti aspettano, molte non le ricordi e non sai neppure chi sono. La comunita' laica e' piccola in questo periodo e si andra' ad assottigliare con la fine di luglio. Il caldo e' persistente, elevato e soprattutto c'e' un umido attaccaticcio.

Oggi e' venerdi' 5, compio di buon ora un sopraluogo sul cantiere, guardo il reparto della maternita' che cresce e che comincia ad assumere i connotati della palazzina a cui e' destinata. La stagione delle piogge si sta facendo attendere, i pochi appezzamenti in brusse lavorati, stanno seccando e se non cambia il tempo, l'anno prossimo ci sara' carestia di farine e la popolazione sara' falciata ulteriormente da questa calamita'. La stanchezza accumulata in questi giorni, comincia a farsi sentire ma non c'e' da temere, sono in buone mani e faccio capo ad un ospedale fra i piu' efficienti del Tchad.


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