Questa mattina il tempo e' incerto, ed io devo recarmi a Mahin-toki a ritirare del materiale edile. Il villaggio dista 22 km da Goundi ed e' uno dei centri Sanitari che gravitano attorno all'ospedale, in totale sono otto, esercitano una funzione da filtro per una prima valutazione dei pazienti. Sono gestiti da infermieri formati in loco, periodicamente un medico compie una sopralluogo per verificare l'insorgere di problematiche o per visitare degenti che necessitano di ricovero. Questo centro necessitava di urgenti opere di manutenzione e pertanto una squadra di muratori e' stata inviata sul posto con attrezzature edili; terminato il lavoro si deve recuperare sia i "maçons" che si erano trasferiti in loco adattandosi a dormire su stuoie in veranda e a mangiare cio' che riuscivano a reperire (una sorta di campeggio in pratica).
Fare 22 km con trattore e rimorchio su di un sentiero fangoso e sconnesso e' di per se stessa una impresa avventurosa, la velocita' si aggira intorno a 20-30 km/h. Occorre valutare e scegliere il tragitto migliore e spesso faccio scendere Jape' per controllare la sicurezza della pista. Riusciamo a compiere il tragitto in un ora e mezza, ci stanno aspettando, caricano velocemente il rimorchio mentre io e Jape' controlliamo un grosso albero che dovremmo tagliare in quanto e' morto e temiamo possa cadere sul centro. Scatto veloci fotografie per valutare poi con calma l'intervento e riprendiamo la strada del ritorno sperando di arrivare prima del temporale.
Rientro con un carico di materiale sistemato in modo disordinato ed malfermo, quattro "maçons" e due donne con prole che devono essere ricoverate in ospedale: la prassi vuole che quando ci si reca nei vari centri sanitari si effettui anche una sorta di "je transporte refuges" (NDR: Io trasporto rifugiati).
Io scruto il cielo e spero nella buona stella. Dopo pochi chilometri si alza un forte vento, il cielo sparisce sopra le nuvole, devo accendere le luci del mezzo. Una tempesta di sabbia inizia a sferzarci, nonostante gli occhiali da sole che porto faccio a fatica a tenere gli occhi aperti, sono inquieto per le donne ed i bambini, aumentando la velocita'. Gli scossoni causati dalle buche e dai fuori pista improvvisati diventano violenti, mi preoccupano, ma l'aria diventa umida e temo il peggio. E' una sorta di gincana e corsa contro il tempo, macino la strada a tempo di record - poco meno di un ora - ed entro dal cancello del cantiere un attimo prima che si scateni il "finimondo". Ci rifugiamo tutti sotto una tettoia ed oramai non ci importa piu' del temporale.
Io, come altri, penso che ci sia un Santo protettore a collocazione dei volontari, non li lascia soli nelle difficolta' e intercede per quanto gli sia possibile fare. Continuera' a piovere fino nel primo pomeriggio, per oggi la giornata e' terminata. Trovo i "maçons" intenti a fare la grigliata, stanno cucinando il capretto che ho offerto dopo la partita di calcio, sembrano contenti di aver perso la gara ed aver vinto il pranzo, un sorriso ironico mi invita: "est-ce que monsieur Janni veut favoriser avec nous?" (NDR: Il Sig.Gianni vuole favorire?). No grazie! – sara' per la prossima volta – rispondo, mentre guardo la carne rosolare sulla griglia nascosta sotto una lamiera per preservarla dalla pioggia.
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