Oggi vi raccontero' un piccolo dramma vissuto da uno di noi, non ha importanza il nome, il luogo o la dinamica dell'evento: "e' successo" e tanto basta. E' la realta' che si respira giornalmente e che ci accompagna a volte sfiorandoci.
Il nostro volontario rientrava in auto da un villaggio a ridosso dell'ospedale. Vi si era recato per una delle tante incombenze che svolgiamo abitualmente. E' una persona tranquilla, serena e soprattutto disponibile verso questo popolo. Si trovava in auto a una decina di chilometri, la pista e' sconquassata dalle piogge, pozze d'acqua, buche e radici insidiose ti costringono a zigzagare in continuazione. L'andatura e' estremamente lenta e snervante, lungo il tracciato bambini che sciabordano nelle pozzanghere giocando con l'acqua incuranti se in quel putridume i batteri ci sguazzano, animali, capre, mucche, polli e maiali si scansano con noncuranza al tuo passaggio nonostante il clacson impazzito. Donne, tante donne, con i loro carichi impossibili sul capo, dal fascio di legna al bidone vuoto, e gasolio che portano a casa come contenitore, sempre naturalmente con un piccino legato sulla schiena.
E' una di queste donne che attira la sua attenzione, e' giovane, ha un portamento solenne, cammina sul ciglio della pista lentamente, trascinando i piedi nel fango con l'aria assente, tiene le braccia distese in avanti per portare un piccolo fagotto, e' una posizione inusuale, nessuna donna porta in questo modo un fardello. Il nostro volontario si accosta con l'auto e chiede alla donna se serve un passaggio, normalmente non si fa, non si caricano in auto estranei, non e' prudente; ma la situazione richiede un comportamento azzardato, la donna si volta e mormora qualche cosa in Sarah. E' a questo punto che il nostro volontario vede un corpicino avvolto negli stracci e chiede: "est-ce que tu vas a' l'hôpital? je t'accompagne" (NDR: sto andando all'ospedale. Ti accompagno?).
La donna risponde, non serve: "il est maintenant mort" (NDR: E' morto). Le chiede dove sta' andando allora, e lei risponde che torna al villaggio: voleva andare all'ospedale, ma erano piu' di due ore che camminava e nel frattempo il piccolo era morto. Non ha potuto portarlo il giorno prima, quando si e' accorta che stava male, perche' non aveva i soldi per la "fiche", il marito si era rifiutato di pagare il biglietto, al cambio circa 5 €: solo oggi si era procurata i soldi e si era messa in cammino per Goundi.
Il nostro volontario la invita di nuovo a salire, le apre la portiera, le prende il piccino dalle braccia mentre la donna sale in auto, sente un esserino fragile quasi senza peso, forse di 6/7 mesi, e' difficile capire l'eta' di questi bambini malnutriti e disidratati. Molto probabilmente e' stato il "palu'", cosi' viene chiamata la malaria. Mestamente e con il cuore in gola riparte accompagnandola al villaggio. Ho pensato egoisticamente di essere stato fortunato, questa esperienza non e' toccata a me, mi ha soltanto sfiorato, ma a Goundi "C'est une journe'e normale" (NDR: questo e' un giorno normale).
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