Questa e' l'avventura di oggi, piccola forse insignificante, ma reale e soprattutto vissuta in prima persona. Stamane in brusse, mi reco con quattro manovali per il carico del carro e parto. Con la stagione delle piogge le strade sono impraticabili e questa mattina vedendo un tenue sole, ho deciso di compiere questa spedizione approfittando delle condizioni atmosferiche favorevoli. Il trattore e' alto ed e' inevitabile che entrando nel sottobosco i rami e le frasche ti battano sul corpo e, mentre guido, con la mano le sposto o mi abbasso per evitarle, nulla di strano. Il trattore si infila fra la vegetazione e raggiungo il luogo di carico. Come vi ho gia' raccontato i brique si producono nella brusse utilizzando il composto dei termitai e poi, una volta cotti, si lasciano nella boscaglia in attesa di venderli. La vegetazione ricopre spesso questi cumuli di mattoni rendendoli quasi invisibili all'occhio dell'inesperto. Ma non e' la prima volta che mi ci reco e conosco il posto.
Appena arrivo posiziono il rimorchio e scendo "a terra". E' a questo punto che Hada, un manovale dal rimorchio mi chiama: "Jani, une grosse araigne'e sur l'e'paule" (NDR:hai un grande ragno sulla spalla). Non capisco nulla, ma il gesto e l'indicazione e' eloquente: ho qualche cosa sulla spalla, probabilmente mi e' caduta addosso quando ci siamo incuneati con il mezzo fra gli arbusti. L'esperienza ma soprattutto la paura degli insetti mi ha insegnato di non guardare assolutamente cosa e', ma di compiere quel gesto usuale della mano per scrollarmi di dosso l'intruso. Questo mi fa mantenere la calma e solo dopo guardo l'animaletto. E' a questo punto che lo vedo cadere a terra con la coda dell'occhio; lo seguo con lo sguardo e… rabbrividiscono. Ho le scarpe da ginnastica che mi proteggono ma non oso ugualmente schiacciarlo e' troppo brutto e ripugnante. Si tratta di un ragno, grosso, peloso, con la pancia grande quanto una noce di un colore chiaro, quasi trasparente, sulla schiena ha 4-5 ragnetti probabilmente la prole, cammina con le sue lunghissime zampette tenendo il corpo sollevato dal suolo e lasciando una scia bianca. Posso dire che era anche attaccaticcio perche' ne avevo le tracce anche sulla tricot. Il manovale ride divertito "il n'est pas dangereux" (NDR: non e' pericoloso): bene per oggi la mia avventura e' terminata.
Invece… pochi attimi dopo vedo tutti in agitazione e, questa volta, non ridono. Sento uno schiamazzo serpent. Normalmente durante il carico dei brique uccidono una cinquantina di scorpioni. La prima volta guardavo e li fotografavo, ora non fanno piu' storia, ogni due, tre mattoni quando li sollevi scovi questi simpatici animaletti, ma non si muovono, stanno fermi, con la coda alzata, immobili. I "manoeuvres raccolgono un bastoncino lungo quanto uno stuzzicadenti e schiacciano l'insetto. Questa volta pero' l'allarme era serpent.
Jape tiene fermo il brique, facendo pressione e fa segno al compagno di prendere un bastone: questa volta non vuole il fuscello. Io salgo sul rimorchio, meglio stare in alto penso, e guardo. Si muovono all'unisono, sono in tre: uno solleva il laterizio, uno blocca il serpente e uno lo uccide. Non era molto grosso, forse 50-60 cm, sottile e sembrava quasi un fuscello di legno. A questo punto Hada mi guarda e mi dice: "celui-ci est dangereux" (NDR: questo e' pericoloso) e si allontana soddisfatto e sorridente.
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