Gianni Pesticcio Diario Tchad
30 Luglio 2006 - Tchad (Goundi)
Capretto e termiti per cena
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dinner Il capretto. Questa e' la triste storia di un capretto, e' stato acquistato sabato mattina e immediatamente cucinato.
Come vi ho raccontato, da lunedi' la mia squadra di lavoro, sara' ridotta a dieci. Hanno organizzato il solito pranzo di commiato per i sei congedati. I maçons dispongono di una cifra insufficiente per l'acquisto della "vittima". Io ho garantito che integrero' la somma mancante a condizione che venga ultimato il lavoro programmato.
"Jani tu es un bon patron" (NDR: Gianni sei un buon capo): queste sono state le parole che hanno accolto la mia richiesta. Poco prima di mezzogiorno viene preparato il fuoco, la griglia viene posizionata e poco distante sento un belare disperato. Ammin affila il lungo coltello, preparano il luogo propiziatorio, una lamiera appoggiata a terra, un rametto di legno lungo e grosso quanto un ferro utilizzato per la fare la "maglia" ed e' pronto. Si legano le quattro zampe della bestiola, lo si sdraia a terra e mentre uno lo immobilizza, Ammin taglia gli taglia la gola. I mussulmani mangiano il capretto a condizione che sia sgozzato e posizionato con la testa verso est per purificare la carne della bestia.
Pochi minuti ed un ultimo tremito convalida l'avvenuto decesso. A questo punto si infila il bastoncino in una zampa, lo si estrae e si soffia energicamente dentro il foro prodotto. Come per magia l'animale inizia a gonfiarsi diventando una specie di pallone. La pelle si stacca dalla carne e ora, tagliandola, la si puo' scuoiare con semplicita'.
Si mangia tutto, interiora e budella comprese. In pochi attimi e' ridotto a pezzi e messo sul fuoco a cuocere. Gli operai continuano a dirmi: "patron, patron… tu es bon" (NDR: Capo capo sei proprio buono).
Nel tardi pomeriggio vado in chiesa ad assistere alla funzione religiosa, le luci attirano gli insetti che svolazzano attorno alle lampade ma avviene un evento inusuale, almeno per me. Milioni di grosse termiti, comunemente chiamate anche formiche bianche, invadono il luogo. Esse sono caratterizzate essenzialmente da tre forme di termiti feconde: quelle macrottere, dotate di ali; quelle brachittere, dotate di ali rudimentali e quelle attere, prive di ali. I componenti della casta fertile macrottera, una volta raggiunta la maturita', lasciano il nido in cui sono nati e sciamano. Al termine del volo perdono le ali e si accoppiano, fondando una nuova colonia per ciascuna coppia. Ieri probabilmente c'e' stata una schiusa e siamo stati invasi: l'insetto perdendo le ali cadeva a terra dove si accoppiava. La cosa non e' passata inosservata dai bambini che hanno invaso la chiesa alla raccolta delle termiti che rappresentano una pietanza ricca di protide e, a quanto sembra, anche molto saporita. Vengono messe in una bottiglia di vetro e scaldata sul fuoco: morendo producono un collante oleoso molto gustoso che permette una rapida cottura senza renderle poltigliose, ma divenendo croccanti come se fossero cotte nel condimento.

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