04 Agosto 2006 - Tchad (Goundi)
Momenti di spensieratezza
Il cantiere mi aspetta; la mia assenza si e' fatta sentire, sono stati eseguiti solamente i lavori programmati e nella loro essenzialita'. Tutto sommato va bene cosi', preferisco sovrintendere poiche' spesso non sono pienamente affidabili. Inizio subito la giornata con rifornire di materiale il deposito: la sabbia e' terminata e anche volendo non potevano proseguire. In mia assenza e' arrivata la "latterite", si tratta di terra rossastra argillosa, costituita da idrossidi di ferro e di alluminio, prodotta dall'alterazione di silicati, molto simile a grosse pietre ed e' l'alternativa al ghiaietto.
Ho assunto cinque persone con il compito di frantumarla, viene cosi' utilizzata in aggiunta al cemento per la gettata della veranda; mi sembra un lavoro Dantesco, vedere questi uomini rompere le pietre a misura richiesta o meglio da "tu travailles force" (NDR: lavori forzati). Come primo incarico, li chiamo a raccolta per scaricare l'auto dall'ecografo, e' giunto intatto fino a Goundi e non intendo che un eventuale pioggia o una manovra errata lo danneggi. Mi accorgo che il tempo scorre velocemente e la giornata lavorativa termina in un baleno.
Oggi e' l'ultimo giorno della "combriccola Spagnola", domani mattina partiranno con destinazione Sarh. Sono quattro studenti in medicina e un gesuita che li accompagna, si sono fermati per circa due settimane in una sorta di "stage medical". Dopo cena si festeggia con torte, chiacchiere e al suono di una chitarra si canta. Ci sono anche ospiti, tutte le suore, i gesuiti e i religiosi del presbiterio. Siamo di diverse nazionalita' e a turno si intonano gli inni nazionali: Tchad, Spagna, Italia, Svizzera, Romania, Camerun e il carme Catalano. Non mancano momenti di spensieratezza con maschere e travestimenti; a notte fonda, le 22,30 ci congediamo.
Ho assunto cinque persone con il compito di frantumarla, viene cosi' utilizzata in aggiunta al cemento per la gettata della veranda; mi sembra un lavoro Dantesco, vedere questi uomini rompere le pietre a misura richiesta o meglio da "tu travailles force" (NDR: lavori forzati). Come primo incarico, li chiamo a raccolta per scaricare l'auto dall'ecografo, e' giunto intatto fino a Goundi e non intendo che un eventuale pioggia o una manovra errata lo danneggi. Mi accorgo che il tempo scorre velocemente e la giornata lavorativa termina in un baleno.Oggi e' l'ultimo giorno della "combriccola Spagnola", domani mattina partiranno con destinazione Sarh. Sono quattro studenti in medicina e un gesuita che li accompagna, si sono fermati per circa due settimane in una sorta di "stage medical". Dopo cena si festeggia con torte, chiacchiere e al suono di una chitarra si canta. Ci sono anche ospiti, tutte le suore, i gesuiti e i religiosi del presbiterio. Siamo di diverse nazionalita' e a turno si intonano gli inni nazionali: Tchad, Spagna, Italia, Svizzera, Romania, Camerun e il carme Catalano. Non mancano momenti di spensieratezza con maschere e travestimenti; a notte fonda, le 22,30 ci congediamo.
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