Gianni Pesticcio Diario Tchad
06 Agosto 2006 - Tchad (Goundi)
Un altro colpo di scena
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brokencar

Doveva essere una domenica tranquilla, avevo gia' programmato la visita al mercato, la visione di F1 alla Tv satellitare delle suore, una passeggiata e una cenetta seguita dalla visione di un film. Ma è proprio al mercato che mi raggiunge Timoté: “l'auto avec les garçons espagnols est détraquée sur la rue” (NDR: la macchina con i ragazzi spagnoli si è rotta sulla via) ed occorre andare in loro soccorso.

In effetti gli studenti di medicina erano partiti di buon ora con destinazione Sarh, accompagnati da Taj e Timoté. Vedermelo di fronte al mercato mi aveva subito insospettito. Ad essere sincero, un po’ con malavoglia, rientro. Sono in “panne” a 40 km circa, una nota pubblicità direbbe: “occorre fare presto” calcolando che per rientrare Timoté ha impiegato più di due ore – ed è stato fortunato, in un villaggio ha chiesto e ottenuto un passaggio motociclistico. I ragazzi resteranno bloccati in brusse almeno 5 ore e oggi il sole è cocente.

Anna mi assiste. Mentre preparo uno zainetto con il “complet de survivance” (NDR: completo di sopravvivenza), Anna mi prepara una busta con acqua fresca, pane e formaggio. Si valuta quale auto prendere, la meno sgangherata è la Toyota grigia. E' ferma perché ha il tubo del servosterzo rotto e perde olio, ma dovrebbe resistere per 30-40 km. Per sicurezza faccio fasciare il condotto con del nastro isolante e porto una latta di olio idraulico di scorta da aggiungere nell’evenienza, una seconda ruota di scorta, il pieno di gasolio e parto.

La strada è sempre peggio della precedente, impiego un ora per raggiungere il luogo. Fortunatamente essendo nei pressi del villaggio, hanno avuto assistenza: trovo i ragazzi intenti a fare animazione e sembrano divertirsi. Sono già trascorse 5 ore dalla loro arresto, ora si deve decidere: l’auto ha la trazione rotta e non si può far rientrare alla base, cosa fare? O si torna tutti a Goundi o si prosegue per Sarh e si abbandona l’auto guasta. La maggioranza decide per proseguire. La cosa non mi alletta, io consideravo la mia giornata di libertà. Sia pure con poca convinzione si riparte non dopo aver promesso al capo villaggio una lauta mancia se teneva in osservazione l’auto ferma.

Arriviamo alle 16, stanchi e affamati. Gli spagnoli ci preparano un veloce pranzetto e siamo liberi da impegni dopo un oretta ma…, altro colpo di scena, anche la Toyota ci lascia a piedi con un abbondante fumata bianca che non lascia presagire nulla di buono: 130 km sono stati troppi anche per lei. Rimasta senza olio, la pompa del servosterzo è bruciata, ed inoltre si è rotto il braccetto dello sterzo della ruota anteriore sinistra a causa di un “trou” (NDR: foro, buca). È d’obbligo fermarsi a dormire al “centre d'accueil” (NDR: centro d'accoglienza), accanto il garage della missione provvederà l’indomani alla riparazione. Prenotiamo le stanze e termina così la mia giornata di relax.


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