Gianni Pesticcio Diario Tchad
19 Agosto 2006 - Tchad (Goundi)
Il tempo sfugge come sabbia fra le dita
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rikilele È sempre una giornata di riposo, da prendere con sagacia e prudenza, la stanchezza si è fatta sentire e ha portato qualche linea di febbre. Oggi si deve recuperare l’auto lasciata in panne il giorno che sono partiti i ragazzi spagnoli. Lascio volentieri questa incombenza per restare sul cantiere a controllare e a dirigere, in pratica facendo il “sorvegliante”. Anna, in qualità di sanitario, mi assilla: “devi riposarti è una disposizione che do come medico di guardia” e pretende di relegarmi in camera; naturalmente le do ascolto (!!!); mi reco sul cantiere, ma compio solo incombenze improcrastinabili: qualche palata di latterite, la consegna del cemento, la verifica della posa della tubazione idrica, ecc. In pratica quello che faccio sempre, ad esclusione solo dei tragitti in brusse con il trattore e rimorchio. L’attività impostata è quella ripetitiva dei giorni precedenti, pertanto gli operai agiscono senza l’obbligo di direttive. Rivedo Riki e Lele verso le undici, è stato difficoltoso ed impegnativo il compito, mi spiegano che Taj ha sbloccato e smontato il differenziale sul posteriore dell’auto per poi immettere la trazione delle ruote motrici sull’anteriore e rientrare lentamente al garage. Fortunatamente essendo la Vaz, un fuoristrada con le quattro ruote motrici inseribili indipendentemente, è stato fattibile.
Sono contento per l’esito positivo della missione: erano 14 giorni che si trovava sorvegliata a vista nei pressi di un piccolo raggruppamento di abituri, “la tête villane” (NDR: il capo villaggio) ha chiesto e ottenuto a ricompensa per l’operato dei suoi uomini: 10.000 f.sfa (€14 circa). Sono soddisfatto anche per l’impegno dei due ragazzi italiani, quando ci sono nuovi arrivi è sempre difficile trovare una collocazione utile al personale soprattutto quando il periodo di indugio è breve e racchiuso nell’arco di qualche settimana. Il tempo è stato favorevole e, come al solito, sfugge velocemente come sabbia fra le dita. Gli operai oggi terminano alle 12, è sabato. Domani si ripeterà il rituale di break e riposo, sempre così uguale e sempre così imprevedibile: la casualità e l’imponderabile è sempre presente. Oramai è sera, ed ecco “une nouvelle entrée” (NDR: una nuova entrata): si chiama Antonella ed è un medico; si fermerà fino a fine settembre.

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