23 Agosto 2006 - Tchad (Goundi)
Chi viene e chi va
Finalmente uno dei camion di Mamamhat è arrivato, o meglio, è arrivata una parte di materiale ordinato che, con un provvidenziale trasbordo, ci è stato recapitato. È solo una parte di commande, ma ci permette di continuare l’attività di cantiere. Fra la merce fatta pervenire c’è la pittura, la calce, i coloranti ed altro. Il cantiere sembra animarsi di nuova vitalità e si riesce ad effettuare una programmazione logica. Riki e Lele sono oramai prossimi alla partenza da Goundi, il tempo in loro compagnia è volato, anche i maçons sembrano percepire questo nuovo evento, e guardano con simpatia i due ragazzi, con il loro “habillement européen étrange” (NDR: abbigliamento europeo sconosciuto), così dissimile da quello Ciaddiano. Oramai è un rituale, al loro passaggio avviene la medesima domanda: “est-ce que tu offres y une cigarette?” (NDR: ci offri una sigaretta?). Per noi il costo di un pacchetto è irrisorio – meno di 90 centesimi di Euro – per loro corrisponde a un terzo della giornata lavorativa. Si sono fatti voler bene da tutti e oggi vogliono strafare, enunciano ad Ammin di recarsi al mercato a comperare un capretto: sarà il loro “petit cadeau” (NDR: piccolo regalo). Gli diciamo che non è educativo, che non è edificante questa forma di “assistenzialismo” e che è opportuno non farla, anche se in cuor mio approvo e condivido l’iniziativa.Trascorre così la mattinata, qualche piccola riparazione, un occhiata all’operato dei muratori, una sigaretta (più che la voglia di fumare, è il pretesto per offrirla), una chiacchierata accanto all’immancabile trattore e l’attesa dell’appuntamento per il caffè quotidiano. È strano questo avvicendarsi di persone, in una sorta di “isola dei famosi”, ci si chiede chi sarà la prossima entrée, e chi l'éliminé della settimana. Io e pochi altri che rappresentiamo i “veterani” dell’isola assistiamo neutrali agli eventi, pronti ad introdurre i nuovi arrivi con il rituale delle presentazioni e dell’illustrazione del complesso, e a salutare chi ci lascia, inventando al momento un cerimoniale di arrivederci per colmare l’immancabile vuoto che inevitabilmente viene lasciato. Riki e Lele sembrano veterani quando di sera, guardando le stelle, colloquiano con Antonella, la nostra ultima arrivata. Raccontano del Centro nutrizionale, della Maternità o semplicemente delle stelle cadenti. Un po’ di Africa è già entrata in loro e la stanno comunicando, sapendo di essere prossimi alla partenza e forse invidiando chi è appena arrivato.
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