Gianni Pesticcio Diario Tchad
25 Agosto 2006 - Tchad (Goundi)
Allarme serpenti
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La pioggia è una costante di tutti i giorni, a volte poche ore, altre notti intere. L’ospedale sta vivendo un periodo di lavoro intenso, i pazienti sono molti e per sopperire a questo avvenimento sono state poste delle “natte” nella veranda. Le stuoie sono una decina, per ora occupate da ragazzi, ma con le piogge si teme il rischio epidemie e, se si avverà questa eventualità, temo diventi una sorta di “lazzaretto”.
Anna questa settimana ha il turno di guardia medica, ed è particolarmente impegnata. Spesso durante la cena o la nostra “assemblée du soir” (NDR: assemblea della sera), è chiamata al blocco (sala operatoria) per un’urgenza. Antonella, ascolta allarmata i resoconti che poi immancabilmente si enunciano fra Anna e Enry: parto podalico, ernia, prostata o semplicemente emorroidi sembrano essere l’argomento d’obbligo, non si risparmiano neppure i particolari, le difficoltà o gli eventi inusuali.
La “mia” maternità invece prosegue bene, ora si presenta esternamente come una palazzina di tutto rispetto, con le sue verande pavimentate e le pareti dipinte di fresco. Il lavoro mancante è ancora molto, ma soprattutto è la difficoltà di reperire il materiale occorrente che determina la consegna e il termine dei lavori. Le commande restano inevase a lungo e si prosegue con l’inventiva e la buona volontà. Inoltre spesso devo intervenire sulla struttura ospedaliera esistente per ripristinare la funzionalità minima.
snake2508.jpg Ieri si sono intasate le tubazioni di scarico dei bagni (!!!) dello S.P.I. (NDR: soins post intensifs, cure post-intensivi) e questa mattina ho dovuto impegnare una squadra di operai per smantellare una parte di pavimentazione esterna, eliminare l’ostruzione – si trattava del crollo del cunicolo di scarico – e riedificare il passaggio sotterraneo che conduce alla fossa biologica. La manutenzione spesso manca, e gli interventi sono più tesi alla ricostruzione che al mantenimento. Tutti gli edifici ospedalieri sono vetusti e richiederebbero un investimento sostanziale.
Oggi è ricomparso anche “le serpent” (NDR: il serpente). Era oramai da qualche settimana che non vi erano avvistamenti sul cantiere, ma con la presenza odierna mi viene ricordato che non si deve mai “baisser la garde” (NDT: abbassare la guardia), soprattutto ora che siamo privi di antidoto: l’azienda che produceva questo tipo di contravveleno, la “L.Pasteur di Parigi”, sembra che non fornirà più questo farmaco poiché fuori produzione. Ora è soppiantata da un prodotto “Indiano” poco adatto all’Africa e probabilmente inefficace a questo tipo di serpente presente sul territorio. L’emergenza che si verrà a creare fra qualche mese sarà reale e grave. Attualmente vi sono già paesi africani in queste condizioni e non sono riusciti a trovare una soluzione oggettiva. Le nostre “riserve di farmacia” ci avevano risparmiato sino ad ora, ma oramai anche l’ospedale di Goundi ha terminato il suo ultimo flacone, e la raccomandazione del medico di guardia è perentoria: “scarponcini alti, non entrare in brusse e soprattutto non fatevi morsicare”.

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