Gianni Pesticcio Diario Tchad
28 Agosto 2006 - Tchad (Goundi)
Quattro e quattrotto
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foureight2808.jpg Le giornate continuano a tendere al bello, anche se piccoli scrosci d’acqua ti accompagnano, torna subito il sereno e la pista tende ad asciugarsi nonostante le piogge. Un altro camion di Mamamhat è arrivato. A rilento le commande vanno ad esaurirsi, e forse lentamente le “saison des pluies” (NDR: stagione delle pioggie) stanno terminando. Il cantiere pigramente continua a progredire. Non pensavo di poterlo seguire e portare avanti con tanta diligenza questo operato, alla partenza di Franco – il capo cantiere ufficiale – mi sono chiesto più volte cosa fare! Ho cercato di fare tesoro dei consigli che mi sono stati dati, quali erano le priorità, quali le cose realizzabili, quali erano gli ordini da evadere. Ero preoccupato di tanta responsabilità, un conto era eseguire e concordare i lavori da svolgere, un conto è quella di programmare e verificare l’operato.
Il “gruppo” di muratori e manovali rimasti sono ben amalgamati ed assortiti, sanno intervenire ed agire in diverse situazioni, e questo li rende responsabili ed autonomi. Il mio francese, misto a bergamasco ed un po’ d’inglese, sembra funzionare. A volte mi meraviglio di come riesco a comunicare, e mi sono chiesto se sono io che ho imparato la lingua francese o se sono loro che si sono adeguati al mio “esperanto”. La maternità prosegue e spesso è rallentata dalla mancanza di materie prime, non certo dalle direttive di lavoro. In pratica dalla partenza di Franco (fine luglio) il cantiere ha prodotto molto, sono stati fatti i suoli in tutte le stanze, sono state fatte le due verande, l’installation hydrique (NDR: impianto idraulico) è pressoché terminato. Mancano i rubinetti che devono ancora arrivare, si sta ultimando l’imbiancatura della “main premier de chaux” (NDR: prima mano di calce), è stato fatto il marciapiede di congiungimento delle verande, e si sta costruendo il gradino sulla veranda grande. Su richiesta dei gesuiti è stata aperta una nuova porta in corrispondenza di una finestra e, soprattutto, molti interventi extra all’ospedale: fognature, perdite idriche, riparazione tetti e assistenza di cantiere alla école maternelle.
Sono veramente soddisfatto, credo che di più non si potesse fare comunque. Di giorno in giorno una parte di compito va a termine, resta in sospeso l’impianto elettrico (forse… si dice… a metà ottobre verrà un pensionato italiano), ed i serramenti che sembrano pronti a N’Djamena in attesa di essere inviati a Goundi (quando non si sa). A volte penso che se avessi tutto il materiale disponibile sarei in grado di ultimare la maternità in “quattro e quattrotto”.

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