01 Settembre 2006 - Tchad (Goundi)
Pentard
Sto cercando di disbrigarmi fra i tre cantieri e non è cosa semplice, inoltre vi sono “gestion de fonds et matériel” (NDR: gestione dei fondi e materiale) completamente diversificati; devo sempre far riferimento su chi devo far gravare il costo, la spesa o l'acquisto.Per la maternità il referente è Francoise, per l'école maternelle è Prosper e per Maimba è l'A.T.C.P. Siamo all'inizio del mese e si devono pagare gli stipendi del mio personale. Raimond, il mio segretario, mi presenta le ore lavorative di ogni operaio. È pignolo e mi spiega, o meglio mi parla in francese, indicandomi i nomi e le ore. Chiedo informazioni e mi mostro interessato anche se non comprendo bene ciò che mi dice. Chiudo la conversazione dicendogli che poi lo raggiungo nell' “bureau comptable” (NDR: ufficio contabile) dove posso verificare con più attenzione. Anche il mese scorso ho dovuto confermare le ore lavorative prestate. È un momento di forte responsabilità e di potere contrattuale.
Le giornate sono sempre più afose, la pioggia è sempre meno ricorrente ed il caldo si fa sentire con maggior fastidio. Oggi ho fatto una scoperta strana: l'abbondanza di uova induce ad un consumo sregolato. Il frigorifero della mission ha sempre il cassetto stracolmo, tanto che anche io le avevo acquistate a più riprese per portarle al centro nutrizionale. Sono leggermente più piccole delle “nostre” con un guscio color nocciola maculato; il fattore determinante che mi aveva sorpreso fin dall'origine è la consistenza e la durezza del guscio. Non è una esagerazione ma una realtà oggettiva. Tutte le volte che ho aperto le uova, con l'intento di cuocerle, ho dovuto usare il coltello grosso da cucina per sferrare un colpo deciso e secco sulla sua circonferenza massima; poiché i normali tentativi di aprirlo battendolo sul bordo del piatto o bicchiere si erano dimostrati privi d'effetto. O meglio, un effetto l'avevano prodotto: “la rupture de la provision” (NDR: la rottura del piatto). Questo era stato oggetto di scherno e derisione per qualche tempo poiché la mia ingenuità sembrava evidente. Oggi, e solo oggi, mi sono chiesto: ma con così tante uova dove sono tutte queste galline?
Mi era sorta la domanda spontaneamente poiché con il trattore oggi ne stavo investendo una. Al mio transitare scappava starnazzando lungo la pista senza abbandonarla, inseguita dal mostro di ferro. Solo in prossimità di una pozzanghera decideva di svoltare salvandosi la vita (almeno per il momento). La compitezza dell'uova poteva essere data dalla genuinità ruspante dell'animale, ma in ogni caso non potevano produrne così tante. Quando ho chiesto spiegazione a Boljm - il cuoco - mi ha detto semplicemente che l'uovo di gallina era bianco e non se ne trovano al mercato, sono solo per uso personale. Le altre sono tutte di “pentard”, una sorta di faraona selvatica. Le pentard sono uccelli nervosi e rumorosi e pertanto il loro allevamento non è diffuso. I suoni sgradevoli che emettono sono, tuttavia, utili in quanto spaventano gli eventuali predatori ed inoltre sono cacciatrici istancabili di serpenti. Al mattino i bambini vanno a cercarle in una sorta di “caccia la tesoro”, così come noi andiamo a cercare i “funghi” loro cercano oeufs. Io mi auguro che siano fresche e di giornata poiché immagino la genuinità di un oeufs dopo un giorno che “il stationne dans le sable de la brusse” (NDR: è rimasta nella sabbia della savana).
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