02 Settembre 2006 - Tchad (Goundi)
Aucun brutalité en champ
La giornata è caratterizzata da un evento: la “lot de coup de pied” (NDR: squadra di calcio), ove ho messo in palio il pallone d’oro. Riki e Lele mi hanno lasciato in dote alcuni palloni di cuoio, ed è stato il pretesto per coinvolgere gli infermieri e gli operai di cantiere per formare una squadra di calcio. La sfida è nata per caso con Ibraim. Goundi ha un team di football ben amalgamato, e si è dichiarato disponibile per un incontro: “Goundi contro Hopital”, con in palio un pallone di cuoio color oro della coppa del mondo Germany 2006.La sfida si fa interessante. Ne parlo prima al cantiere, e poi con gli infermieri: tutti sono entusiasti e mi incaricano di accettare e programmare l’incontro. Le trattative proseguono tutta settimana, la mia paura è che si trasformi in un meeting incontrollabile. I ragazzi dell’ospedale li conosco tutti personalmente, ma nella squadra di Goundi quali sono i giovani che giocheranno? Le trattative con Ibraim, responsabile della squadra Goundi, continuano serrate e finalmente oggi l’incontro.
Mi accorgo subito che tutti prendono l’evento molto seriamente, mi procuro una divisa per i “miei ragazzi”, che distribuisco prima dell’incontro. Ho persino un allenatore (Ammin) che impartisce disposizioni e schemi di gioco. Ci raduniamo un’ora prima dell’incontro, la parola d’ordine è “aucun brutalité en champ” (NDR: nessuna brutalità in campo). L’arbitro è avvisato ed al primo fallo cattivo si sospende la partita. Al campo di calcio, quello dell’ospedale, trovo una moltitudine di persone, il tifo è abbastanza ripartito. Con Ibraim ho un ulteriore incontro prima del fischio di inizio: deve essere solo un gioco.
Molti mi strattonano e mi chiedono di giocare, altri mi salutano e mi sostengono, altri ancora vogliono essere ripresi dalla camera fotografica; i bambini naturalmente sono una moltitudine. Ho informato dell’incontro i principali responsabili per comprendere e valutare il peso dell’iniziativa. “Ottima iniziativa e molta precauzione”, è stato il consiglio di tutti. Il fischio di termine partita è stato per me liberatorio, tutte si è concluso nel migliore dei modi. Il risultato è stato favorevole a Goundi (8-2), ma ha rafforzato la voglia di giocare e la voglia di aggregarsi con uno spirito alla “Pierre de Coubertin”, o almeno spero che sia stato così.
Ammin ha dovuto consegnare il trofeo alla squadra di Goundi e, seppur a malincuore, è stato molto corretto e emendato. Ora vogliono un nuovo incontro, mi hanno delegato di nuovo a trovare un avversario valido con cui confrontarsi. L’incontro ha mobilitato molte persone, la popolazione è intervenuta numerosa, i bambini si sono divertiti ed io penso d’aver ottenuto un buon “successo”.
Io, comunque, continuo a restare meravigliato delle condizioni di gioco, il campo era impraticabile per le grosse pozzanghere d’acqua, alcune molto profonde e l’erba alta… molto alta… altissima. Ed i loro piedi… solo i più fortunati avevano le scarpe, gli altri come una nota pubblicità di copertoni d’auto, avevano il battistrada incorporato e poi… la voglia di correre e giocare. Alla prossima partita!
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