Gianni Pesticcio Diario Tchad
03 Settembre 2006 - Tchad (Goundi)
Domenica = Mercato
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market0309.jpg Domenica = Mercato. È il massimo della trasgressione e ci occupa la mattinata. Da un commerciante arabo avevo ordinato (domenica scorsa) 11 magliette dello stesso colore da distribuire ai giocatori della mia squadra: “il y n'a pas problèmes” (NDR: non ci sono problemi) mi risponde, venerdì puoi passare a prenderle. Già questo mi ha preoccupato, come non ha 11 magliette uguali? Una settimana di tempo mi sembrava una ragionevole attesa. Naturalmente venerdì le magliette non erano arrivate, e tanto meno sabato mattina. Fortunatamente sono riuscito ad avere undici divise in prestito. Durante la partita mi è stato riferito che cercavano Anna. “Une arabe recherche Anna à l'hôpital” (NDR: Un Arabo cerca Anna all'ospedale), è urgente.
Alla sera chiedo spiegazioni e comprendo. L’arabo è il mercante che portava le magliette, pertanto stamane passiamo a ritirarle. Sono arancione marca Adidas e Puma, identiche, probabilmente stampano a piacere il marchio. Spiego che non ci servono, la partita è stata giocata, ma poi ripensandoci penso sia meglio acquistarle: serviranno per i prossimi incontri. Il prezzo era stato concordato alla prenotazione pertanto non c’erano sorprese, inoltre fanno parte di una serie di piccoli cadeaux che ho in programma e che sono sostenuti anche da miei “sponsor”. Il mercante sembra soddisfatto, non capita sovente una vendita così grande e redditizia, quello che mette in cassa rappresenta sicuramente un buon gruzzolo ed il margine di guadagno sicuramente sarà adeguato.
Al mercato vi sono altre commissioni da eseguire, con Anna ed Antonella giro fra la moltitudine di gente che si accalca attorno ai prodotti in vendita. Artigianato, alimentari e bestiame sono la merce principale esposta sulla nuda sabbia. Il nostro commerciante, a confronto, dispone di una “boutique”. Il negozio ha pareti, tetto, e perfino una panca dove far sedere i clienti. “Bonjour messieurs à la prochaine” (NDR: Buongiorno signori alla prossima), mi dice mentre mi saluta stringendomi l’immancabile mano. Penso che i “miei ragazzi” saranno contenti, che ho fatto un buon acquisto e che ora possiamo pensare alla rivincita. Camminando per il mercato sento ripetermi in continuazione: “monsieur Jani merci” (NDR: signor Gianni grazie): forse l’evento, banale per noi, è stato catalizzatore di grande innovazione e novità. “D'aucun bonjour” (NDR: di niente e buongiorno) rispondo: oramai è una frase fatta per me alla “prochaine tourne” (NDR: al prossimo giro).

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