Gianni Pesticcio Diario Tchad
04 Settembre 2006 - Tchad (Goundi)
Io speriamo che me la cavi
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littlehouse0409.jpg L’argomento che continua a catalizzare l’attenzione è la partita di sabato. Ma oggi c’è la ripresa lavoro e le chiacchiere devono essere accantonate obbligatoriamente. Mamiong stamane ha attratto la mia attenzione. Durante il maltempo del fine settimana si sono verificati due eventi: il primo e più importante, è che è crollata una parte di fabbricato che accoglieva il gruppo elettrogeno nei pressi del pozzo in località “Castel Gandolfo”. Il nome, o meglio l’epiteto, è nato anni fa quando père Ghepardi ci si recava per restare in solitudine, meditazione o semplicemente in raccolta preghiera nel periodo estivo. Il gruppo di abitazioni (una sorta di presbiterio) si trova immerso nel bosco di liane, ed è sicuramente un luogo di pace. Adiacenti a questi piccoli fabbricati c’è un pozzo molto profondo e, a ridosso, un grande abbeveratoio con dei recinti per la vaccinazione dei buoi. L’acqua viene prelevata a mezzo di una pompa azionata dal gruppo collocato in una piccola maisonnette.
Il tempo, il maltempo e l’abbandono di queste abitazioni, ora della Parrocchia, hanno prodotto questo tracollo. Ora nella stagione delle piogge il problema non è grave, le mandrie si abbeverano tranquillamente con le grandi pozze di acqua piovana, ma fra uno o due mesi durante il periodo di siccità, il piece si innescherebbe con una drammaticità considerevole. Attingere manualmente acqua dal pozzo è molto faticoso e difficile, la profondità e la mancanza di organi meccanici renderebbero l’impresa ardua. Il problema era stato risolto con un gruppo elettrogeno che veniva messo in funzione poche ore al giorno, ma sufficienti per azionare la pompa che riempiva l’abbeveratoio d’acqua. Il sopralluogo impone un intervento radicale, poiché il crollo è quasi totale. Ora sarò costretto a rinunciare ulteriormente ad una parte di personale, poiché dovrò intervenire aprendo un quarto cantiere.
Il secondo problema l’ho trovato lungo la strada. Una imponente pianta è crollata ostruendo completamente il transito. L’albero non è secco, è stato sradicato dalla forza del vento e forse dallo smottamento del terreno. Jape, con il macete, mi ha aperto una sorta di sentiero per aggirare l’ostacolo, ma il transito con il trattore e rimorchio è alquanto gravoso e impegnativo: anche su questo problema occorrerà intavolare una proposta di intervento risolutore. Per parafrasare il titolo di un famoso film dico: “j'espère cheme les câbles” (NDR: Io speriamo che me la cavi).

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