05 Settembre 2006 - Tchad (Goundi)
Routine
Non sempre ci sono eventi da raccontare, o meglio, con il passar del tempo, si cercano episodi innovativi, differenti da quelli raccontati e si tralascia la routine che non è quella che in Europa recepiamo: è differente e di per se stessa atipica.La mia giornata tipo inizia alle 5,30 con la sveglia e la doccia. Poi, al tocco della campana, mi reco sul cantiere. La campana dei miei operai consiste in una bombola del gas appesa ad un albero. Raimond – il segretario di cantiere - allo scoccare delle 6,00 batte con un ferro; prima tre brevi e leggeri tocchi poi uno vibrato con forza. È il segnale di inizio lavori.
Non che gli operai siano tutti presenti… è il segnale…, poi alla spicciolata arrivano: saluti, strette di mano, rituali di cortesia e poi solo alle 6,30, alle mie sollecitazioni, iniziano a svolgere un lavoro. Ora è il mio turno, avviato il lavoro torno a fare colazione. Boljm ha preparato un petit déjeuner à l'Italienne (NDR: una piccola colazione all'italiana): caffe, thé, marmellata, biscotti o tranches de gâteau (NDR: fette di dolci).
Rientro sul cantiere e svolgo tutte le incombenze del giorno fino al “vers caffè” (NDR: pausa caffé). Tutti i giorni è l’appuntamento per incontrarci e scambiarci le opinioni o le novità. Sono le 10,00 ora si prosegue fino al pranzo. Il pranzo è l’appuntamento a cui arrivo immancabilmente in ritardo. Le 13,00 sono troppo vincolanti, i miei maçons terminano alle 13,30 e cerco di esserci quando staccano per verificare che tutto sia in ordine e terminato.
Poi c’è la doccia, il cambio abiti e finalmente alle 14,00 posso entrare nella salle de déjeuner (NDR: sala da pranzo). Normalmente i miei compari di pranzo hanno terminato (o quasi) ma ciò è marginale, Anna mi attende per pranzare in mia compagnia. Ora il pomeriggio è da gestire, possono esserci incombenze programmate o semplicemente impegni gestionali – il diario Tchad è uno di questi.
Si cena alle 19.30, oramai il gruppo elettrogeno è disattivato, le lampade alimentate dalle batterie producono una debole luce, alle 20,30 è come se ci fosse il “couvre-feu” (NDR: copri fuoco). Ci si inventa qualche cosa per trascorrere ancora un oretta svegli, se siamo fortunati e l’evento è interessante, resistiamo fino alle 22,00. Le stelle ci fanno compagnia nelle notti serene e il maltempo ci induce ad anticipare la “retraite du soir” (NDR: ritirata della sera).
Un altro giorno è trascorso: i topi trovati stamane sul cantiere, il pipistrello che mi è entrato in una camera, la Uaz rossa (auto fuoristrada) che ha sradicato un tronco producendo una bella ammaccatura, il salvataggio dell’auto in “panne” rimasta senza benzina e… tutto il resto fanno parte della quotidianità di questo “Diario del Tchad” da non raccontare.
Per inserire un commento a questa pagina è necessario registrarsi al sito. Segui questo link per effettuare la login, o per creare un nuovo utente.
Home