Oggi per la prima volta ho visto l’acqua scorrere nei bagni della maternità. Gilbert, che sta curando l’impianto idrico, ha provato la pressione dell’acqua e per un breve attimo è stata allacciata all’impianto idrico dell’ospedale: è un segnale forte di come i lavori proseguono. All’esterno la squadra di excavateurs è all’opera. Una grossa fossa biologica è gia stata scavata, ed ora si sta procedendo a completare la seconda. Era un lavoro lasciato intenzionalmente in sospeso poiché con questo scavo si preclude il passaggio del trattore sul frontale della costruzione.
Stamane il personale ha trasferito il container sul retro e tutto il materiale edile non più utilizzato ha trovato la collocazione presso la rimessa. La fossa biologica funziona per decantazione: i bagni portano il liquame in un piccolo tombino di ispezione collegato a questa grossa fossa che stanno scavando. La fossa è grande 3,5 per 2,5 metri, e profonda 2 metri. L’interno delle paratie di mattoni verrà diviso lo in tre contenitori posti con uno sbocco a diversa altezza. Il liquido in decomposizione decantando lascerà la melma nel primo vano e, passando al secondo e poi al terzo, avrà una parvenza di filtraggio. Un condotto poi porterà ciò che rimane in una fossa circolare poco lontana con un diametro di 4 metri e una profondità di 4 per la definitiva dispersione. Sembra sia il sistema più economico ed efficiente per una fossa biologica funzionante.
La maternità, oltre che i normali wc o lavabi, scarica anche il compartimento travaglio e parto che notoriamente produce molto materiale corporeo. Stamane guardando questi tre manovali soudoyé appositamente per questa incombenza, mi sono sentito mortificato: una piccola ruspa avrebbe fatto lo stesso lavoro in minor tempo e minor fatica, ma poi penso alle raccomandazioni ricevute per ottenere questo adjudication, e comprendo quanta povertà ci sia e quanta voglia di vivere hanno – si perché quei pochi euro giornalieri che guadagnano rappresentano il salario necessario alla sopravvivenza.
Io sono sempre più soddisfatto del mio lavoro, ricordo al mio arrivo lo stato in opera della maternità ed ora guardo l’attuale e me ne compiaccio. Alla sera quando stanco contemplo le stelle, penso che un po’ del volontariato di Gjani si è fermato a Goundi e condiscendo sereno con la mia anima.
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