Il tempo continua a reggere, le piogge sembrano allontanarsi anche se è prematuro, i campi hanno bisogno ancora d’acqua e una precoce siccità diventerebbe un problema nei prossimi mesi poiché i raccolti ne soffrirebbero. Maimba continua ad impegnare risorse ed energie, d'altronde i lavori in corso sono inderogabili ed occorre ristabilire un funzionalità minima in questo lasso di tempo che privo di scolari è fruibile (rammento che a turnificazione hanno 15 gg di congedo).
Il pantano a ridosso della maison dortoir (NDR: dormitorio) è stato bonificato, l’intero avvallamento è stato riempito di terriccio e portato ad un livello di sicurezza. Gli interventi da fare sarebbero molti, anzi moltissimi, richiederebbero da soli una stagione lavorativa, ma occorre fare i conti con le risorse, le disponibilità ed i costi. Penso che si stia facendo l’impossibile e che spesso le buone intenzioni siano irrealizzabili. Di giorno in giorno si evidenziano le disfunzioni, i guasti e gli interventi necessari, diventa difficile dare delle priorità o stabilire cosa si può fare e cosa si deve rinviare al futuro...
I ragazzini rimasti ogni giorno ti accolgono con un sorriso e con lo sguardo interrogativo, sembra vogliano chiederti se poi anche la loro maison subirà un re-stailing. Io rispondo al sorriso, eludo le domande e le risposte, non posso dare certezze. L’area occupata dalla scuola agraria è vasta, sono diverse maison con diverse funzioni: ci sono gli edifici scolastici, le abitazioni dei sorveglianti, degli insegnanti e le costruzioni rurali. I ragazzi gestiscono diverse pertiche di terreno lavorato in parte a mais, riso, patate dolci, karitè e tante altre coltivazioni ed hanno oltre 200 buoi da far pascolare, accudire e vaccinare. A fine mese ci sarà la selezione per essere ammessi, verranno da diversi villaggi del circondario. Il bacino è di circa 50 chilometri di raggio, vivranno nel centro una settimana, dovranno dimostrare cosa sanno fare, dovranno lavorare i campi e accudire le mandrie.
Gli educatori osserveranno senza intervenire, faranno valutazioni e solo i più meritevoli potranno restare. Si prevede l’afflusso di circa 150 ragazzi e si dovrà formare una classe di circa 40-50 bambini. Gli altri, chi con i lacrimosi, chi con la disperazione nel cuore, dovranno tornare al villaggio, a piedi, con il loro fagottino sulle spalle e con la delusione nell’animo.
Non dimenticatevi che, anche se a Goundi sono ragazzi, per me sono bambini: in Italia andrebbero in prima elementare, accompagnati dalle mamme con i potenti fuoristrada per non fargli bagnare le scarpe e con la cartella alla moda con penne, quaderni e figurine dei calciatori. Qui rientreranno al villaggio a piedi nudi, con le magliette strappate e con la fame che ti divora lo stomaco e, se non è la fame, è il palù (malaria).
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