11 Settembre 2006 - Tchad (Goundi)
Lo stuzzichino per la pausa
Anche per oggi i miei maçons si sono procurati lo stuzzichino per la pose. È una giornata piovigginosa, sul cantiere i lavori proseguono seguendo il cadere della pioggia. Ora si attenua e si inizia ad impastare malta e cemento, ora si intensifica e si corre al riparo. È un altalena di situazioni non consolidate, si cerca di far fruttare la giornata anche se le condizioni atmosferiche non sono favorevoli. È anche il giorno giusto per riordinare il cantiere, spostare il materiale inutilizzato o accatastare in modo idoneo quello di utilizzo corrente. Ed è proprio durante queste azioni che spostando delle grosse “planche de pont” (NDR: tavole per ponteggi) che Amin vede qualche cosa muoversi. Farfuglia qualche cosa come “un gros animal” (NDR: un grosso animale) e chiede rinforzi. Mentre lui aveva compreso benissimo cosa c’era dietro le assi, io non avendo cognizione di cosa fosse, salgo sulla pedana del trattore per osservare in posizione di sicurezza. Qualche sera prima era stato avvistato ed inseguito senza successo un grosso “chat sauvage” (NDR: gatto selvatico) che dalle dimensioni indicate mi rammentava un felino “da circo”. Pertanto, avendo con me la macchina fotografica, voglio vedere senza azzardare nulla.Come al solito si muovono all’unisono, sembra una danza già eseguita o, forse, è solo la loro innata “arte della sopravvivenza”. In pochi attimi hanno catturato la preda e la brandiscono con solennità. Io sono un po’ deluso, non si trattava del felino sperato, ma di un grosso rat. È sicuramente di dimensioni ragguardevoli, all’aspetto non è poi neppure tanto ripugnante. Le nostre “pantegane” vivono nelle fogne, sono sporche e aggressive. Questo è come un grosso topo di campagna dal pelo lucido, quasi lindo: mi ricorda il colore delle pellicce di “rat mouschè” (NDR: ratto muschiato), così comuni in Italia qualche lustro addietro.
La foto è d’obbligo, sono orgogliosi e soddisfatti della preda, mi chiedono di deificare l’attimo. Io li accontento mentre vedo il bagliore di un piccolo fuoco prontamente acceso sotto una griglia approntata al momento. Penso che più che un pranzo, è uno spuntino, riflettendo che sono tre individui.
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