L’attività di cantiere prosegue normalmente, ora stiamo completando le connessioni degli scarichi alle fosse biologiche. Il tempo è sereno e lascia ben sperare, se si protrarrà per un paio di giorni, sarà possibile ritornare in brusse a caricare briques e sable.
L’incognita di questo pomeriggio è rappresentata dalla sortita per Koumbra, père Françoise vi si deve recare per visionare la parabola satellitare delle suore che non riceve più il segnale, ed io viaggio con lui. Lungo il tragitto incrociamo l’auto di Taj con a bordo Amin e le due coppie francesi. A causa del maltempo sono rimasti bloccati sulla pista: nei pressi di Boda il fiume è straripato ed il ponte è divenuto impraticabile, pertanto l’appuntamento a Mondou è saltato poiché Taj non ha mai raggiunto il “centre d'accueil” (NDR: centro di accoglienza). Informati, i 4 malcapitati francesi si sono dovuti recare a Doba percorrendo il tragitto (85 chilometri di distanza) con mezzi di fortuna per raggiungere l’auto che li avrebbe accompagnati a Goundi. Dopo averli salutati ed abbracciati, proseguiamo per il centro religioso. Appena giunti, ci mettiamo subito all’opera.
La parabola era “starata” e un cavo era scollegato. Ci aiuta padre Martino, un simpaticissimo frere marista spagnolo. Lo vedo arrampicarsi sul traliccio con agilità nonostante non sia più giovanissimo. Si stabilisce un buon segnale, sufficiente per il collegamento. Si tenta di agganciare il segnale del satellite con precisione millimetrica, ma nonostante il prodigarsi del père, non riusciamo a riattivare la linea.
Oramai è tardi, non ci resta altro da fare che fermarci “graditi ospiti” per il pernottamento e riverificare l’indomani di nuovo tutta la connessione.
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