Gianni Pesticcio Diario Tchad
22 Settembre 2006 - Tchad (Goundi)
Pom canel
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Rientro nella attività cantieristica. L'assenza di un giorno ha rallentato il ritmo di lavoro, ma complessivamente sono stati operosi e le disposizioni date sono state rispettate. La sorpresa di oggi è il trattore: era disposto in modo diverso da come io l’ho parcheggiato… ma forse ricordo male! Provo a chiedere se è stato utilizzato, ma nessuno sa nulla.

Con tutti i miei operai vado a Mamiong: è d’obbligo un carico di briques. Si deve completare la fossa biologica e siamo completamente sprovvisti di laterizi. Sono due giorni di sereno e la pista è ancora impraticabile: un fiume d’acqua ricopre il suolo della carreggiata. Faccio un percorso alternativo, più lungo, ma sicuramente più sicuro. Questo mi permette di arrivare al centro agricolo, l’esubero di personale portato mi serve per caricare manualmente il mezzo restando in “zone de sûreté” (NDR: zona di sicurezza. Normalmente fra viaggio e carico impiego un ora e mezza, oggi quasi tre e mezza. Ma non importa, non sono stati affrontati rischi vani e l’obiettivo è stato centrato. Durante il carico Remì si è infortunato, un brique gli è caduto sul piede, e questo gli ha procurato una lacerazione. Considerate che lavorano abitualmente con le infradito. Se la cava con una buona medicazione fatta da Anna e due giorni di riposo.

Al nostro rientro, mentre stanno scaricando il carrello, Japè avverte un sibilo: è sicuramente una crevaison. Con un attento esame notiamo la valvola della camera d’aria che perde. Porto il trattore al garage per la riparazione e mi accorgo che la ruota è diversa… non è più la solita piena di tagli e lacerazioni: è una gomma nuova arrivata da D’Jamena qualche giorno addietro. Comprendo che l’intuizione del mattino era esatta. Il mezzo era stato azionato in mia assenza e senza consenso, sostituito la ruota e riposizionato. La sorpresa si completa quando mi accorgo che la pala meccanica non funziona. È stata sicuramente azionata il giorno precedente per la sostituzione e, probabilmente, un fusibile o un filo elettrico si è “cassé ou détaché” (NDR: rotto o staccato). Non mi resta altro da fare che avvisare la Direzione dell’accaduto.

A pranzo ho l’opportunità di conoscere meglio le “nouvelles arrivées” (NDR: nuovi arrivi). Sono due ragazzi francesi giovanissimi, affiancheranno gli attuali docenti alla scuola agraria, si chiamano Françoise e Sandrine. Da qualche giorno ho l’opportunità di mangiare un frutto a me sconosciuto, si chiama “pom canel”. Non so dirvi se è il suo vero appellativo o se è un termine ciaddiano, ma è gustoso. Sembra una bomba a mano del tipo ananas dal colore verde. L’interno è di soli semi avvolti in una gelatina bianca dal sapore di melone-anguria. È laborioso l’operazione di assimilazione: con un cucchiaino si prendono 5-6 semi e si succhiano. È quasi un passatempo ciucciarli, lasciano un buon sapore in bocca, anche se la consistenza è quasi nulla; ma forse la novità o forse la mancanza di frutta degli ultimi mesi, li rendono apprezzabili a tutti noi.


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