È un “tour de force” la partenza avviene nella tardi mattinata, la strada è lunga e una parte non asfaltata. Prima di metterci in movimento, provvediamo ad applicare gli adesivi sulla portiera del mezzo. La macchina ci accompagnerà fino a destinazione e resterà a nostra disposizione per tutto il periodo di soggiorno a Goundi.
La prima parte del viaggio è scorrevole, la strada è asfaltata e l’unico intoppo è rappresentato dai molteplici “met de contrôle” che incontriamo. Il convoglio è formato da due auto: la nostra e quella di una delegazione di funzionari che dovranno attestare l’efficienza della “école infirmiers”.
La tappa per un rifornimento veloce di carburante avviene a Bongor. Si consuma un frugale pasto composto dal pollastrelli arrosto acquistati al mercato presso il “centre d'accueil” e si riparte, la strada è ancora lunga e temiamo arrivo del buio. Si prosegue fino a Lai con la strada asfaltata, la velocità di crociera è attorno a 100 km/ora; sono ulteriori 140 km compiuti in tutta tranquillità, la macchina è confortevole e l’aria condizionata è un piacere aggiunto.
Ora mancano gli ultimi 120 km, sono i più massacranti, la strada è diventato un sentiero, buche, sabbia,polvere e il sopraggiungere del buio rendono questo tragitto impegnativo. Si viaggia a 40-45 km/orari, l’automezzo che ci precede solleva una nuvola di pulviscolo che non permette di scorgere nulla, occorre tenere almeno un km di distanza e temiamo di perderci ogni bivio che incontriamo. Fortunatamente sono pochissimi e ci regoliamo con lo sguardo seguendo la nuvola di “nebbia”. Si arriva quando oramai il buio è calato da un paio di ore.
Siamo stanchi ma contenti di essere arrivati, di abbracciare e ritrovare le persone che ci attendevano con ansietà.
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