Eccomi di nuovo a ripercorrere i luoghi di “volontariato”. Oggi è stata una giornata di abbracci e baci, ho rivisto tutte (o quasi) quelle persone che con me condividevano l’attività: gesuiti, suore, laici, operai, infermieri e semplici conoscenti che, saputo del mio ritorno, sono venuti a salutarmi. Il calore umano che ho recepito è stato grande mi sono sentito finalmente e nuovamente accolto in una grande famiglia.
Tanti, tantissimi sono state le novità: la maternità pressoché finita, mancano solo i piccoli ritocchi da definire e portare a termine e poi la grande, grandissima novità (da me molto apprezzata) è arrivato il telefono cellulare. Ieri è stata la prima cosa che ho visto, un traliccio luminoso che testimoniava il progresso e l’arrivo della “telecomunicazione”.
Ho subito provato il mio Nokia e... miracolo, ho parlato con la mia famiglia! Non importa se l’acqua è precaria, la corrente elettrica inesistente (c’è un generatore di corrente non sempre in opera), le strade sono di sabbia e... buche, le voci dei miei cari hanno cancellato tutto per il breve spazio di una telefonata.
Nel pomeriggio, tutta Barzana è operativa (almeno quella presente). Ci si separa, Mirella e Lucia al centro nutrizionale, prendono confidenza con la dura realtà che esiste: malnutrizione, orfani, fame, sete e sorelline di 10 anni che accudiscono il fratellino di 3 anni. Vengono coccolati, abbracciati e presi in braccio; inutile dire che al ritorno le due sono indescrivibili, affaticate ma contente. Livio e Angelo sono in falegnameria: canottiera, mani sporche di vernice e attrezzi che non trovano o non sono disponibili. Le più piccole iniziative devono essere improvvisate, manca l’acqua ragia? Va bene il petrolio. I vetri sono sporchi? Giornali e olio di gomito per pulirli, e via dicendo.
Ho chiesto se questa era l’Africa che si attendevano e con un sorriso hanno risposto di si: i reportage, le fotografie, i racconti e quanto avevo documentato nel precedente viaggio era confermato. Questo mi gratifica poiché significa che ho fatto un buon lavoro. Purtroppo con il fresco, o meglio l’abbassarsi della temperatura, arriva anche il buio e con questo le immancabili zanzare (portatrici di malaria), pipistrelli, insetti vari e soprattutto i serpenti. Per ora nessun avvistamento ma è indispensabile girare di sera con scarpe, pila e guardare dove si mettono i piedi.
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