Ieri sera è arrivato “le Père Gherardi et la famille de Franco” sono partiti al mattino presto da N’Djamena, con l’intento di giungere a Goundi nel primo pomeriggio, ma due imprevisti hanno prodotto un ingente ritardo sul proposito.
Prima causa, sono rimasti senza carburante sulla strada e questo li ha costretti ad attendere un auto di passaggio, chiedere aiuto, ecc, ecc... Fortunatamente i soccorsi sono arrivati sotto le sembianze di un'altra “combriccola” di Italiani”.
Seconda causa, molto più grave, sono rimasti bloccati per ore ad un posto di blocco causato da un incidente stradale. Un pulmino ha investito una colonna di militari uccidendone otto. I commilitoni inferociti, hanno subito bloccato il conducente, rimesso al volante del mezzo e poi hanno dato fuoco al bus bruciandolo vivo, nessun processo solo una “giustizia sommaria”.
Stamane l’impresa di “pulizia” si è attivata di buon ora e sotto il controllo vigile dei Barzanesi ha terminato i lavori programmati. Con i nuovi arrivi, la presenza dei volontari è ulteriormente aumentata e la tavolata si è ulteriormente allungata. Per parafrasare un noto “musical comedy” possiamo dire: “tu ajoutes une place à table qu'il y a un ami en plus”.
Giulio oggi è arrivato tardi a pranzo. La cosa è inusuale poiché è un momento di dialogo e confronto. Al termine della refezione io e Livio abbiamo pensato di andare alla “ricerca” del ritardatario poiché a volte l’imprevisto può essere presente anche nelle banalità, pertanto ci avviamo con la Toyota. Incrociamo la sua auto poco lontano e gli dico “stavamo venendo a cercarti, cominciavamo a preoccuparci”. La sua risposta ci giunge inequivocabile: “feu de brusse”. Il caldo di questo giorni provoca di tanto in tanto piccoli incendi che tendono a propagarsi velocemente. Giulio dispone di una macchina che soffia violentemente aria e la utilizza per fiaccare le fiamme. Ancora prima che ci rispondesse, visto il suo volto sporco di fuliggine, avevamo immaginato la causa del suo impedimento. La tavola era oramai sparecchiata, ma un “coperto” era stato mantenuto in attesa che anche l’ultimo volontario si potesse sostentare. Vi è un detto che recita pressoché così: “Mangia! Altrimenti l’Africa ti mangia”.
Come tutte le sere, siamo in attesa della connessione ad internet, è l’appuntamento con il resto del mondo, quello che ci permette di comunicare con la famiglia, quello che mi permette di inviare l’aggiornamento al “diario Tchad”, e che permette a tutti voi di leggere e partecipare alle avventure del giorno. Siamo impazienti, Livio più di tutti: ha un appuntamento in chat con Barzana e non vorrebbe perderlo.
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