Siamo di nuovo fra le mura dell’ospedale, ora si tratta di dare seguito alle iniziative intraprese. Stamane mi reco con Giulio a fare un sopralluogo alla pista di atterraggio. Solo da qualche anno il servizio aereo con piccoli velivoli viene assicurato da una compagnia privata e da una Associazione missionaria evangelica (MAF), che riesce a fare scalo sulla pista della città di Koumra, distante 60 Km da Goundi e collegata da una pista sterrata, non adeguata per il trasporto di ammalati che devono essere evacuati per cure urgenti. E’ nata così l’esigenza di progettare una pista di atterraggio anche a Goundi per collegare rapidamente l’ospedale di Goundi con il nascente Ospedale-policlinico e facoltà di medicina del Buon Samaritano nella capitale di N’Djamena, realizzati e gestiti dalla nostra associazione in collaborazione con il partner locale ATCP (Association Tchadienne Communauté pour le Progrès).
Il progetto iniziale richiedeva una cifra di €15.000 per la costruzione della pista lunga 1.200 metri e larga 20 metri.. I vantaggi sarebbero notevoli: trasporto rapido dei medicinali urgenti e reagenti di laboratorio che necessitano della catena del freddo; trasporto rapido di malati gravi verso l’ospedale più attrezzato, trasporto rapido di personale (medici, infermieri, ecc.) per una eventuale emergenza. L’area è stata individuata a ridosso di Maimba nella zona agricola e ora, espletate le pratiche di rito per i relativi permessi, si sta dando corso all’opera.
Attualmente, una squadra di operai ha iniziato a “debrussare” l’area, in pratica si stanno tagliando gli alberi, per lo più karitè, e gli arbusti. Il taglio degli alberi e l’estrazione delle radici provoca grosse buche che poi dovranno essere riempite con materiale idoneo. Gli arbusti invece, in un primo momento sono stati dati alle fiamme, ora si devono eliminare le racines, radici molto insidiose e pericolose per i mezzi gommati. Un altro problema è rappresentato dai termitai, spesso molto alti (oltre 2 metri) che sono di difficile rimozione e a differenza di quando credevo, il materiale è solidissimo, simile ad un blocco di cemento, difficile da rompere e rimuovere.
Naturalmente il tutto sotto un sole cocente che attualmente all’ombra supera i 40° ed è in fase di crescita. Il terreno, una volta liberato dagli arbusti e livellato, dovrà essere battuto e (almeno nel punto di atterraggio e decollo) consolidato con pietrisco o materiale argilloso solido: durante la stagione delle piogge altrimenti si correrebbe il rischio di affossare le ruote del velivolo o di farlo sbandare con grave rischio e pericolo al mezzo.
Ho la bella idea di percorrere tutta la “pista” a piedi, alla ricerca degli uomini impegnati nella costruzione ma non trovo nessuno, anzi, temo di incontrare qualche topo di brusse o peggio qualche serpente trovandomi a camminare con sandali aperti. Anna naturalmente saputo della mia “promenade” e mi ha apostrofato seriosa e mi ha invitato a non sfidare la sorte.
Da qualche giorno, avvertiamo l’aumentare della temperatura, il caldo lentamente diventa insopportabile e continuerà ad aumentare nelle prossime settimane. Anche di notte si avverte meno l’escursione termica: il rapporto di temperatura fra giorno e notte si assottiglia e si comincia a mormorare che presto si porteranno le “natte” fuori dalle stanze per poter riposare serenamente. Fortunatamente io non soffro particolarmente il caldo e neppure il freddo, devo avere un sistema termico molto efficiente poiché si adegua alle circostanze senza traumi.
Anche la mia passeggiata di oggi sotto il sole, lungo la pista non è stata traumatizzante e quando Giulio mi ha raggiunto con il suo mezzo per farmi salire, l’ho invitato ad aspettarmi al lato opposto del percorso poiché volevo continuare la mia marcia fotografica.
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