Gianni Pesticcio Diario Tchad
14 Febbraio 2007 - Tchad (Goundi)
Il futuro dell’Africa è donna!
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20070214

Oggi ci sono almeno un paio di eventi importanti e significativi. Il primo grande evento è il trasloco della maternità dalla vecchia a quella nuova costruita dai “Barzanesi”. Sembrava una cosa semplice spostare ammalati, partorienti, neonati ed arredi... Ma non è stato così! Tutto diventa difficile e pieno di imprevisti, la mano d’opera è mal organizzata, manca di iniziativa e spesso sconclusionata. Il nostro compito doveva essere di super-visione ma poi, nella pratica, ci siamo trovati a dover dirigere e coordinare: personale sanitario, impresa di pulizia e manovali addetti al trasloco.

Ci accorgiamo subito che qualche cosa non funziona bene quando facciamo spostare i primi comodini al seguito delle gestanti poiché vengono istallati senza neppure togliere le tracce di polvere o le ragnatele che sul retro imperano sovrane. Mirella con pazienza e disponibilità, riordina e pulisce letti, comodini e tutto ciò che vede di sporco. L’impressione che ho avuto è che non ritengono necessaria ed importante la pulizia, ma che la recepiscono come una “esagerazione” di noi cooperanti. Una donna con un pancione enorme ci segue alla ricerca di un letto o di una sedia, ho l’impressione che sia prossima al parto ma non parla e sembra serena o indifferente.

La mattina scorre velocemente. Tutto il materiale viene accatastato in veranda, lentamente il personale seleziona e sistema flaconi, garze e secchi. Poi mi chiedono di appendere al muro (in sala parto) un orologio: è essenziale segnare l’ora di nascita dei bambini. Vedo la donna pregna entrare nel bagno e sento l’acqua della doccia scorrere. Tutta la maternità è un cantiere, ci sono cesti colmi, lettini che fungono da “bruette”; l’ala della maternità accanto è più agibile, ci sono solo i letti con le mamme, i piccoli e le nuove arrivate che “attendono”.

In mattinata c’è il primo evento, la donna che sembrava parte integrante del cantiere, ha partorito una bambina dal peso di 4,3kg. Entrambe sono in buona salute, non so bene come sia successo e dove, la sala parto sembra un magazzino ed io mi domando in che condizioni possa essere nata questa bambina. Automaticamente ho pensato che il futuro dell’Africa deve essere donna.

Amin mi sta aspettando: gli operai sono fermi per mancanza di sabbia. Stamane in mia assenza Taj ha fatto un viaggio con la Toyota per recuperare qualche badilata, ma questo non è sufficiente. Ho promesso che avrei fatto un viaggio con il trattore e il rimorchio: un carico di questa portata garantirà operatività per tutto domani. È un brutto orario per viaggiare, il sole è a picco e il caldo insopportabile. Nella cava, la sabbia che sollevo facendo manovra è intollerabile, cerco di fare presto, voglio rientrare al più presto. Non ci sono problemi e riesco a rispettare i tempi. Con il mio rimorchio carico mi avvio, ma trovo la sorpresa.

Lungo la pista una donna giace a terra, sembra sfinita, in braccio un bambino dall’età apparente di 10 anni circa. Chiedo ad Amin di informarsi e la risposta è sconcertante; la “madame” viene da un villaggio distante una quindicina di chilometri. Stamane è partita con il bambino fra le braccia, è febbricitante e da qualche giorno non mangia. Il sole l’ha sfinita, sta cercando di recuperare le forze per portarlo in ospedale. Dico ad Amin di aiutarla a salire, può sdraiarsi sulla sabbia noi stiamo rientrando e posso darle un passaggio. Mi guarda assente, Amin mi dice che la donna si chiede perché: l’aiuto è una cosa che non comprende. Non rispondo, il cassonetto del rimorchio è alto, carichiamo entrambi e rientriamo. Con il trattore impiego circa 20-25 minuti. Mi chiedo quanto ci avrebbe messo a piedi, stanca, sotto il sole e con un bambino in braccio di 10 anni. Pazienza, oggi arriverò tardi a pranzo, ma tutto sommato non ho neppure molta fame. Ora una bambina è nata e un bambino riceverà cure ed attenzioni in tempo di “record”: penso che sia stata una buona giornata!


Altre pagine dal diario:
C'est une journe'e normale (25/07/2006); E' normale morire il Tchad (24/03/2006); Una triste storia (20/08/2006)

14/02/2007Proloco Barzana scrive:A meta' del viaggio.......

Carissimi Livio,Mirella,Lucia,Gianni ( ed anche Angelo...altrimenti si offende!!!)
Stiamo vivendo giorno per giorno la vostra presenza impegno e forti avventure in quello che voi chiamate spesso e volutamante "GRANDE PARADISO".
La lettura delle delle pagine del Diario e' diventata per noi una sorta di "preghiera" prima di addormentarci.....
Un forte Abbraccio dal nostro " PICCOLO Paradiso"
Loris,Rosalba, Alessia

14/02/2007Proloco Barzana scrive:Buon divertimento

Per Mirella: la gioia che esprimi nella foto con i bambini, rende felici anche noi "sei grande" Fabio e Giordano.
E a pensare che a qualche ora di volo i rognoncini non erano certo il tuo piatto preferito, contrariamente al lattino con biscotti, e qualcuno quà si faceva sbucciare persino la mela.

ps per Livio - Arrestati per banda armata (BR) sindacalisti di spicco della CGIL veneta/lombarda -notizia del 13 cm.

ciao Giordano


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