Gianni Pesticcio Diario Tchad
15 Febbraio 2007 - Tchad (Goundi)
Soprattutto un testimone
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Giornata dedicata alla solidarietà scolastica. Continua il pellegrinaggio nelle diverse scuole, sono piccole cose, ma che rendono felici i ragazzi. Gli educatori ci attendono ansiosi, si è sparsa la voce che stiamo girando con materiale didattico e scolastico e tutti aspettano una nostra visita.

La vita nel frattempo nel cantiere si svolge a ritmo regolare; da quando sto rifornendo di sabbia gli uomini impegnati nella edificazione del muro di recinzione, tutti sembrano acchetati. In effetti nei giorni scorsi erano restati privi di materiale di costruzione e, questo, aveva provocato insicurezza, interruzione di mano d’opera, fermo della erezione muraria e soprattutto timore di perdere il posto di lavoro.

Lavorare sul cantiere mi appaga, cerco di districarmi nelle incombenze di spettanza. Da una parte sono di supporto a Barzana, organizzo ed accompagno le loro attività; dall’altra cerco di gestire le necessità improrogabili dei miei manoeuvres. Un sostegno è stato dato anche a due centri di santè, una nostra visita aveva evidenziato lo stato di abbandono inerente la manutenzione. I muri erano sporchi, il bianco delle pareti aveva un colore indefinito e la fascia verde del muro pitturata ad olio era oramai scrostata e incolore. Anna, la dottoressa responsabile dei centri di santé, aveva posto il problema e ci aveva chiesto espressamente se potevamo sovvenzionare una imbiancatura delle sale. Detto fatto. Le richieste di Anna sono recepite.

Prendo contatto con Prosper e pongo le condizioni, noi siamo disponibili all’acquisto del materiale e utilizziamo il pittore dell’ospedale per eseguire i lavori. Così ieri, accompagnato da Taj, il nostro imbianchino Baj e il suo aiutante Alghe, è stato portato nel centro di santé di Kumay. Resterà sul posto anche a dormire poiché non è possibile farlo rientrare: i 20 km di distanza di sterrato rappresentano un problema ricorrente negli interventi. Normalmente, si portano le squadre di operai sui cantieri esterni, si lasciano e si recuperano a lavoro ultimato; solo periodicamente e quando i tempi di realizzazione sono lunghi, si effettuano sopralluoghi a sorpresa per verificare l’operatività. Infatti spesso sono “imboscati” e i lavori si protraggono per giorni e giorni.

Giulio mi ha informato che l’epidemia dei bovini è sotto controllo anche se una parte delle bestie ammalate muore; ad oggi si contano 6 animali deceduti di carbonchio. Il bestiame è un ingente patrimonio e la perdita di un capo è un grave ammanco alla comunità, se si considera inoltre che i capi vanno sotterrati o, meglio, bruciati e non possono essere mangiati.

Un altra iniziativa in corso è legata all’acquisto di due pus-pus da regalare alle due comunità agricole, quella di Maimba e quella di Mamiong. Ho inoltrato una “commande” al nostro commerciante e oggi mi ha confermato che sono arrivati. Il pus-pus è una sorta di carrettino a due ruote con uno staggio per poterlo spingere, è utilizzato per ogni genere di trasporto, per lo più spinto da ragazzi che si accontentano di 200 f-sefa (€0,30) per viaggio. Con questo mezzo si muovono merci, sacchi di cemento, bidoni di acqua, casse di bevande e/o persone. Si trasportano ammalati, anziani disabili, partorienti e feriti come una sorta di ambulanza. Io ho provato a spingerne uno e vi assicuro tutto è faticosissimo, la sabbia infossa le ruote, è difficile da dirigere ed è basculante: tutto questo sbilancia fortemente il conducente. Avrete modo di vederlo in fotografia nella cerimonia di donazione.

Tutti questi piccoli aiuti o “cadeaux”, sono possibili grazie al contributo di molta gente: la pro loco di Barzana, la scuola Uccle di Bruxelles, la scuola Cisalpino di Arezzo, colleghi ferrovieri, famigliari, amici e tantissimi altri che con umiltà e semplicità hanno accordato fiducia sull’onda di racconti, emozioni, fotografie, documenti o semplicemente con la desiderio di aiutare il “prossimo”, quello con la P maiuscola, quello che scalda il cuore. È impossibile elencarli tutti, ma credo sia sufficiente leggere le iniziative in atto. Sono state tutte rese possibili da una mano generosa che spesso è nell’ombra.

Anche oggi sono stato a fare un sopralluogo nell’area dove verrà realizzata la “piste d'atterrissage”. Ci sono contributi provenienti da Bruxelles ed io mi sento impegnato ad onorare e documentare l’iniziativa. Ho trovato molta disponibilità e generosità e credo sia doveroso attestare i risultati ottenuti. Ecco io sono un volontario-cooperante, ma soprattutto sono un “testimone” e voglio raccontare e documentare la realtà che vivo e vedo.

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Altre pagine dal diario:
La realizzazione di un sogno (30/08/2006); Le scuole materne (14/07/2006); Gestione dei tre cantieri (31/08/2006)

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