Gianni Pesticcio Diario Tchad
16 Febbraio 2007 - Tchad (Goundi)
A cena dalle suore
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I lavori proseguono febbrili, tutte le incombenze o i processi lavorativi in atto devono trovare risoluzione in tempi rapidi. Stamane io e Angelo ci siamo recati a Mahin-toki per riparare la porta d’ingresso e la porta di un armadio. La Toyota è stata caricata di attrezzi e ritagli di legno utili alla aggiustatura del mobile. Un sopralluogo fatto giorni fa, ci aveva permesso di valutare il lavoro e programmare il materiale. I tempi di intervento, sono stati ottimi e siamo riusciti a rientrare per pranzo.

Angelo è una persona in gamba, è un buon falegname e, soprattutto, ha inventiva e buon senso. Spesso da suggerimenti operativi senza far “pesare” la sua professionalità lasciandoti la decisione finale; all’occorrenza, sa fare “battutine” o lanciare “frecciate” colpendo nel segno, ma sempre e comunque senza mortificare o offendere, inoltre è indipendente e questo è importante, i compiti di cui si fa carico li porta a termine senza chiedere aiuto o conforto. Decisamente mi piace il suo modo di lavorare.

Ieri sera siamo stati ospiti delle suore per cena. Con me tutta la delegazione di Barzana. Le suore, attualmente sono solo tre, sono state amorevoli e molto ospitali e sono riuscite a preparare una buona cena nonostante la difficoltà di reperire in loco cibi e materie prime. Spaghetti, pollo al forno, verdure miste, torta, chiacchiere (siamo in periodo di carnevale), macedonia, caffè e... nocino, il tutto innaffiato da un buon boccale di birra. Vi garantisco che questo rappresenta un sogno anche se per voi che leggete è la normalità.

Livio è stato impegnato tutta la mattina nella riparazione di una porta in ferro (senza riuscirvi), manca essenzialmente un negozio dove acquistare i pezzi di ricambio e spesso occorre inventarseli. Comunque non demorde e ha detto che deve pensarci... e riprovarci. Mirella e Lucia sono le sartine della comunità, da giorni sono impegnate nel tagliare e cucire borse, tende, sacche e chissà cos’altro. Anna, la dolce Anna Luisa, è in super-visione. Al seguito le ho inviato i due imbianchini con il compito di imbiancare anche il centro di Kenkemadjie. Naturalmente vi sono altre care persone che lavorano, ma che rappresentano la routine di questo centro e ciò non rappresenta più l’eccezionalità, ma è diventata la quotidianità.

Anche oggi c’è stata la distribuzione di quaderni e cancelleria, ma anche questo oramai fa parte dello scorrere regolare della nostra giornata. La Toyota si sta dimostrando una buona auto e un ottimo investimento. Il regalo di questo mezzo è da considerare come un iniziativa “juste, devine” poiché ci permette di muoverci indipendenti, senza dover derivare da mezzi fatiscenti e inaffidabili e senza dover chiedere concessioni o permessi di mobilità.

La maternità, con il trascorrere dei giorni sta prendendo sempre più vitalità e operatività. Oggi Maria mi ha detto che nella sala parto sono nati quasi in contemporaneità due bambini. È un evento inusuale quello di avere due gestanti che contemporaneamente partoriscono, la grande sala è attrezzata per due eventi, un muro divisorio delimita due stanze pur lasciando aperto il passaggio e la struttura. Nella vecchia maternità la stanza era unica e disponeva di due lettini anche se operativo ne era solamente uno. Stamane per ben due volte si è ripetuto il “fenomeno” e per ben due volte, due donne hanno figliato fianco a fianco fra quelle mura che io ho visto costruire e crescere. Sembrano tanti segni del Destino e quelli di una Provvidenza che non lascia nulla al caso, ma segni che crescono in sintonia con gli uomini, le idee, gli impegni e la disponibilità che accordano.


Altre pagine dal diario:
Viaggio a Mahin-tok (12/07/2006); Serpenti e biscotti (27/08/2006); Si torna a Goundi (03/08/2006)

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