Ecco di nuovo la domenica, con la solita routine sempre così tediosa ma sempre così attesa. Forse si spera nell’evento eccezionale, si ripercorrono le solite “tappe”, si compiono i soliti rituali e si gode un riposo fatto di “niente”. Stamane si è perpetrato il rituale del mercato, acquisto stoffe, the verde e rosso, foular e poi l’immancabile bevanda al “bistrò” del villaggio.
Lentamente noto trasformazioni, con l’attivazione della linea telefonica si notano i primi mutamenti nei costumi e nelle usanze dei ciaddiani. Alcune baracche ora sono verniciate di rosso e giallo e a caratteri cubitali si leggono le scritte pubblicitarie: “Celtel votre compagnie téléphonique”. Ho visto una stamberga con la scritta “cabine téléphonique internazionale” oppure “représentant de zone Celtel” e ancora, al mercato, donne sedute nella sabbia, intente a vendere verdura con appeso al collo il “portable”.
Forse fra qualche mese anche questa regione sarà travolta dal consumismo, resterà la povertà, la miseria, la fame, la malaria e il sida ma tutto correrà sulla linea telefonica.
L’episodio di oggi è l’incontro di calcio a Maimba. Ho a disposizione un completo di calcio donato dalla scuola Cisalpino di Arezzo, faceva parte di una partita di scatoloni contenente vestiario, cancelleria e giochi vari, tutto materiale spedito con container ad esclusione di questo completo che mi ero proposto di portare di persona e donare. Per l’occasione ho organizzato un incontro di calcio femminile con le bambine di Maimba. Spesso vengono lasciate in disparte in quanto immancabilmente le iniziative sportive sono a favore dei maschi.
Ho suddiviso il completo donando, le magliette ad una squadra, e le canottiere all’altra. Facendo così ho formato due equipe da far affrontare, il pallone di cuoio è stato donato da Strabla e le caramelle dalla pro loco di Barzana.
Nel campo a fianco, quello “grande”, un altro incontro si svolgeva: un quadrangolare con in palio un altro pallone di cuoio. Mi sono districato fra i due campi per fare foto e presenziare alle premiazioni, come al solito è stato un successo anche se non tutto è merito mio poiché è semplice e a volte facile movimentare le giornate di questi poveri ragazzi che non hanno nessuna alternativa. Basta guardare le gambe, sporche e piene di lividi, le teste piene di tigna ed i piedi... nudi che calciano senza timore il pallone di cuoio. A volte basta anche un sorriso e questo, come diceva Madre Teresa di Calcutta, non costa niente e scalda i cuori.
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