Ultimo giorno a Goundi, domani torno con tutta la delegazione a N’Djamena. Stamane sono stati portati a termine gli ultimi lavori inderogabili, fra questi l’istallazione delle bacheche in tre centres de santé. È stata una richiesta di Anna e per me rappresenta un impegno inderogabile. In totale sono 12 albi murali, questo mi permette di controllare il lavoro commissionato relativo all’imbiancatura e valutare l’operato dell’imbianchino. Sono appagato, il lavoro è apprezzabile e, nonostante il caldo, rientro soddisfatto.
Approfitto del “tour” mensile che Taj e Alghe devono compiere per farmi accompagnare. Livio è seduto al mio fianco sul sedile posteriore, il braccio fuori dal finestrino cerca di godersi l’aria calda che entra nell’abitacolo quando... schiac... una bella sputacchiata, o meglio scatarrata, gli arriva sul braccio. Mi guarda esterrefatto, stupito, non sa se ridere o piangere: dal sedile anteriore il passeggero ha sputato dal finestrino che per effetto del turbine d’aria è rientrato dal finestrino posteriore. Può sembrare un gesto ributtante, ma è prassi comune “cracher” e, a detta del personale medico questa è una fortuna poiché si eliminano batteri che l’uso occidentale del fazzoletto manterrebbe in “incubazione”.
Un altro importante accordo è stato raggiunto. Prosper, responsabile delle scuole primarie, mi ha sottoposto un progetto per la realizzazione di una “maisonnette pour le professeur”: si tratta di una costruzione composta da due stanze con angolo cottura. È una modesta dimora che consentirebbe la presenza costante di un docente e la realizzazione nel tempo di un campus con ampie potenzialità. Il progetto così presentato, verrà interamente sostenuto e finanziato dai fondi raccolti dalla scuola Uccle. Io naturalmente ho dato la disponibilità per una verifica sul campo dell’esecuzione dei lavori e della realizzazione dell’obiettivo.
Ora che sto per lasciare Goundi cerco di fare un “punto della situazione” su tutti i lavori in corso o in sospeso. La pista di atterraggio prosegue anche se con lentezza. Vi sono i fondi già versati di €10.000 e l’amerie è l’edificio oramai ultimato, anche se mancano le rifiniture che permetterebbero la consegna e la messa in opera della struttura. Il muro di recinzione dell’ospedale, prosegue celermente quando sono presente, si arresta quando sono assente. La motivazione è semplice: non dispongono di sabbia per lavorare e senza la fornitura quotidiana a mezzo del trattore tutto diventa difficile. La scuola agraria di Maimba: una prima “trance” di €4.000 è stata versata ora possono essere competitivi. Vi sono altre iniziative in atto, alcune con i fondi, altre in cerca di “sponsor”: dalla ristrutturazione della vecchia maternità, alla realizzazione del laboratorio per la preparazione di farmaci; dalla realizzazione di una piantagione per la coltivazione della moringa, alla realizzazione di un convitto per ragazze a Mamiong... ed altre iniziative ancora allo studio e in cerca di fondi per la realizzazione.
Tutte le volte che presto la mia opera a Goundi mi sento parte integrante della comunità (con qualche eccezione) e mi sento appagato del modesto contributo che riesco a portare. C’è molto da fare e tutti gli “uomini di buona volontà” possono contribuire, non serve necessariamente la “specializzazione”, occorre avere cuore e cervello, e io mi auguro di avere entrambi. Questa sera ci sarà la festa della “départ” e tutti sono invitati: suore, gesuiti, laici senza distinzione di sorta o di fede. Barzana così come è entrata prepotentemente in questa comunità con la realizzazione della maternità e il dono del fuoristrada, vuole uscirne: con calore, gioia, intendimenti e propositi. Questa serata non vuole essere un addio ma una celebrazione di felicità per ciò che è stato elargito, ma soprattutto per ciò che porteranno nel proprio cuore e che cercheranno di trasmettere a quanti da lontano ascoltano, seguono e sognano questo viaggio.
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