Gianni Pesticcio Diario Tchad
22 Febbraio 2007 - Tchad (Goundi)
Tour nel Camerun...
info Puoi aggiungere un tuo commento a questo racconto completando la form in fondo alla pagina.

20070222

Cabrini, sempre in fermento che le sue molteplici attività. Sono alloggiato in camera con Livio e la notte trascorre tranquilla, zanzare a parte. Stamane le incombenze d’obbligo: conferma della partenza all’agenzia Air France per lunedì 26; visita al mercatino dell’artigianato dove si è dato sfogo per gli ultimi acquisti e i piccoli regali; sopralluogo all’ospedale Buon Samaritano, in costruzione adiacente al complesso universitario di Cabrini; visita alla sede Acra di N’Dj; breve saluto a Sandro e Claudio ed appuntamento per domenica sera in un locale tipico a loro scelta.

In mattinata visitiamo l’ospedale in costruzione, ci guida nel giro Franco ora divenuto il referente operativo di cantiere. La costruzione ci da l'apparenza di essere grande, anche se le rifiniture non ci sembrano buone, il termine di paragone di cui disponiamo è sempre e comunque quello italiano e sempre più ci accorgiamo di essere ad un livello superiore. Dubitiamo anche che l’inaugurazione possa avvenire nei modi e nei tempi prefissati poiché ci sembra ancora lontana la “chiusura dei lavori”. A questo si deve aggiungere anche la messa in funzione della struttura, medici, infermieri, personale di pulizia, vigilanza e l’istallazione dei macchinari (Tac, ecografi, Rx, eccetera), a questo si deve prevedere anche l’approvvigionamento di farmaci, materiale sanitario e chissà cosa altro io non ho previsto.

Rientriamo e pensiamo al nostro appuntamento. L’autista che ci accompagnerà in Camerun è arrivato, è un “omaccino” simpatico e disponibile: l’appuntamento per la partenza è nel primo pomeriggio. Come d’accordo, subito dopo il pranzo, ci approntiamo alla partenza. Ci siamo documentati sul Camerun e sembra che ci aspetti un esperienza interessante. Per evitare sorprese ci premuniamo di una “attestation de mission”: questo normalmente consente un disbrigo delle pratiche più celere.

La frontiera dista pochi chilometri, ci arriviamo velocemente e iniziamo la trafila; occorre passare la dogana e presentare i documenti dell’autovettura. L’impressione che si ha è quella di una discarica, camion, mezzi, pus-pus sono ammontonati, accatastati, parcheggiati in un caos indescrivibile. Tutta l’area è un enorme parcheggio di sabbia, polvere e sporcizia. Sulla via del confine un numero di carrozzelle per disabili, fanno la spola con il Camerun e ritorno. Una vecchia legge esonera gli invalidi dal pagamento delle tasse e delle spese doganali; poiché vi sono prodotti più convenienti oltre confine, i disabili trasportano con le carrozzine ogni genere di prodotto per conto terzi. Stazionano a ridosso della dogana e attendono “clienti”.

Si riparte... finalmente ora passiamo dal posto di polizia di confine; ci sembra più una stalla che un posto di controllo, ci fanno compilare foglietti ciclostilati illeggibili e dopo una mezzora, ci fanno entrare per la registrazione. La temperatura è elevata, in questi giorni si sono toccati i 49°. Cominciamo ad essere insofferenti ma... sorpresa: tutta la delegazione di Barzana ha il visto di entrata in Tchad valido per un solo transito. Pertanto se usciamo, non possono rientrare. Vi è una contrattazione serrata e al termine ci indirizzano al “Commissariat central de Police”.

Il commissariato si trova nel centro di N’Dj. Torniamo in auto districandoci nel traffico caotico, e giunti sul posto, ci sentiamo dire che prima di lunedì i visti non saranno pronti. Delusione!!! Ci consigliano di tentare comunque con il “Délégué de Police de frontière”; corsa veloce a ritroso, si torna alla frontiera: il Delegato era la stessa persona che ci aveva inviato a N’Dj, ci ascolta, ci riprende i documenti e ci dice di attendere. Torna dopo mezzora con la risposta: “il n'est pas possibile” se vogliamo puo' procurarci i visti... per lunedì. Scoraggiati e un po’ delusi, si rientra a Cabrini, il tour nel Camerun è miseramente terminato. Ora siamo in attesa di capire “de que mort nous devons mourir”.


Altre pagine dal diario:
Il villaggio Alpitour (02/08/2006); Cabrini: la megatendopoli (29/09/2006); Cabrini: il complesso dell'ospedale (30/09/2006)

23/02/2007MARINACINZIA scrive:cinzia e marina da busto

Ci spiace tantissimo sarà per un'altra volta così veniamo anche noi!!!!!
ci vediamo in italia


info

Per inserire un commento a questa pagina è necessario registrarsi al sito. Segui questo link per effettuare la login, o per creare un nuovo utente.