Eccomi giunto alla fine di questo viaggio, questa volta a differenza delle altre, si è trattato di una spedizione in supporto alla delegazione di Barzana, pertanto i compiti attuativi sono stati legati alla organizzazione, gestione e sostegno della “nuova maternità di Goundi”.
Ora che sono al termine e che posso guardare il percorso effettuato sono in grado di porre affermazioni positive. L’operato di questa pro loco è stato immane, sono riusciti a raccogliere somme considerevoli e a completamento dell’iniziativa hanno concluso con un ulteriore “cadeaux”, vivendoci assieme per un mese ho imparato a conoscerli e oggi posso – con orgoglio - affermare che sono “mes amis”.
Ma ecco l’ultima giornata, questa mattina ci siamo svegliati con un vento insistente, attorno a N’Djamena minaccia la tempesta di sabbia e fino alla partenza, dovremo restare all’erta poiché come è già avvenuto, potrebbero sospendere il volo. Il nostro impegno è stato tutto concentrato sulla preparazione delle valigie e la ripartizione delle chincaglierie. Una ultima visita al mercato per gli ultimi acquisti: foulars, stoffe, arachidi, camicette e completi tutti rigorosamente africani. Il mercato di N’dj si snoda lungo la strada ed è molto articolato, sono diversi chilometri suddivisi per merceologia e ammassato in piccolissimi chioschi. Sono così fitti ed intrecciati che spesso è impossibile camminare e la luce del sole è completamente oscurata.
Ci accompagna un operaio del cantiere, sia per trattare e concordare i prezzi della merce, sia per una maggior tranquillità; in questi luoghi spesso avvengono scippi, rapimenti e borseggi. Tutto è febbrile e il tempo è imperativo, dobbiamo tornare entro le 12 per portare le valige all’aeroporto. Queste operazioni di controllo, carico e stivaggio dei bagagli avviene sempre e solamente effettuata al mattino, di sera è possibile partire solamente con il bagaglio a mano. Siamo come al solito impensieriti, parte della merce è acquistata al mercato e priva di documenti di esproprio (tax), parte è materiale di laboratorio (sangue Hiv) e temiamo i solito controlli a campione. In affetti ciò avviene ma riusciamo ad evitare l’apertura di tutti i bagagli.
Nei pressi di Cabrini, scorre il fiume Chari sovente si avvistano ippopotami e anche questa ci segnalano l’evento. Un grosso pachiderma, è “ancorato” nel centro del fiume, probabilmente deve partorire; i “locali” lo ignorano e continuano tranquillamente a fare il bagno o il bucato come sempre, noi tutti incuriositi, cerchiamo di cogliere qualche movimento ma invano; resterà così immobile fino a sera, dandoci l’illusione di un piccolo atollo o di una secca, allontanando l’emozione di vederlo nuotare o muoversi. La serata è come d’obbligo al ristorante, vogliamo festeggiare con gli amici dell’Acra di N’dj e con gli operatori di Cabrini.
Il nostro appuntamento con l’avion è per la mezzanotte, disponiamo di tempo utile per rilassarci. Tutti i famigliari sono stati avvisati, domani a Linate probabilmente una piccola folla ci attenderà e sarà così completata questa avventura. Un abbraccio ed un arrivederci, alcune persone saranno presenti nella mia memoria altre diventeranno parte della mia storia futura. A presto e grazie di avermi seguito...
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