Mi giungono queste notizie dal Ciad che vi propongo. A scrivere è Barbara.
Che dire della vita a N'djamena? Beh, una capitale e' sempre una capitale, piena di vita, di gente indaffarata nelle più svariate occupazioni, mondana - per quanto possa esserlo la capitale del Ciad!- con locali "da ballo", bettole nascoste e losche, e qualche ristorante "lussuoso" per gli occidentali; piena di colori e di rumori.
Per quanto riguarda la situazione politica apparentemente tutto sembra tranquillo, ma si mormora che i ribelli non siano ancora usciti dalla capitale e quindi tutti sono ancora in allerta. I medici senza frontiera sono ancora in città e lo staff dell’ospedale Buon Samaritano pensa a come affrontare un'eventuale emergenza. I segni della guerra da poco "finita" sono poco evidenti in città, alberi devastati, case distrutte non dai ribelli ma dal governo che pensa che siano un nascondiglio per i sediziosi mentre non considera gli sfollati, i senza tetto, ed i fuggiaschi! I mali della guerra sono invece molto visibili in ospedale, dove arrivano ancora adulti e bambini feriti senza distinzione di etnie o di appartenenza etnica.
L’ospedale di Cabrini, nel suo piccolo rappresenta un poco la capitale della devastazione, piena di gente che va e che viene, parlanti lingue diverse, manifestando pensieri e idee dissimili e, come spesso avviene appartenenti ad ideologie in contrasto. In questo tumulto il gruppo di lavoro operante a Cabrini è così composto:
- Justine è una volontaria francese che si tratterrà due anni e che coordina la scuola per infermiere. Il suo e' un arduo compito perchè la scuola è al primo anno di vita ed è tutta da determinare e da realizzare, ma Justine e' molto coraggiosa - come le dicono tutti qui - e sicuramente riuscirà nell’impresa!
- Luigina è una radiologa di Pescara che si tratterrà a lavorare per due anni in questo ospedale. Una sua prerogativa è la comunicazione ed ha creato una nuova lingua, il francopescarese!
- Sancin è un medico triestino ed e' il responsabile sanitario della struttura.
- Alen è l'amministratore delegato.
- Maurizio è un ortopedico ligure, si fermerà per un mese e si occupa delle strutture e della strumentazione ortopedica che deve essere ancora allestita e messa in funzione.
- Nadime è un urologo libanese. Si tratterrà una settimana e terrà un corso di formazione per gli studenti della facoltà di medicina annessa e che fa parte del complesso dell'ospedale.
- Farah è un chirurgo libanese ma soprattutto è un uomo di gran cultura e di grande umanità.
- Concludo – solo per citarne alcune - con le signore della lavanderia: Terese e Germaine, che mi hanno accolta, aiutata e sostenuta al mio arrivo.
A supervisionare il tutto, con gran energia, ovviamente il gesuita padre Gherardi.
Per inserire un commento a questa pagina è necessario registrarsi al sito. Segui questo link per effettuare la login, o per creare un nuovo utente.
Home