Gianni Pesticcio Diario Tchad
26 marzo 2008 - Tchad (Goundi)
Nuovi racconti da Goundi
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Mi giungono queste notizie dal Ciad che vi propongo. A scrivere è Barbara.

Che dire della vita a N'djamena? Beh, una capitale e' sempre una capitale, piena di vita, di gente indaffarata nelle più svariate occupazioni, mondana - per quanto possa esserlo la capitale del Ciad!- con locali "da ballo", bettole nascoste e losche, e qualche ristorante "lussuoso" per gli occidentali; piena di colori e di rumori.

Per quanto riguarda la situazione politica apparentemente tutto sembra tranquillo, ma si mormora che i ribelli non siano ancora usciti dalla capitale e quindi tutti sono ancora in allerta. I medici senza frontiera sono ancora in città e lo staff dell’ospedale Buon Samaritano pensa a come affrontare un'eventuale emergenza. I segni della guerra da poco "finita" sono poco evidenti in città, alberi devastati, case distrutte non dai ribelli ma dal governo che pensa che siano un nascondiglio per i sediziosi mentre non considera gli sfollati, i senza tetto, ed i fuggiaschi! I mali della guerra sono invece molto visibili in ospedale, dove arrivano ancora adulti e bambini feriti senza distinzione di etnie o di appartenenza etnica.

L’ospedale di Cabrini, nel suo piccolo rappresenta un poco la capitale della devastazione, piena di gente che va e che viene, parlanti lingue diverse, manifestando pensieri e idee dissimili e, come spesso avviene appartenenti ad ideologie in contrasto. In questo tumulto il gruppo di lavoro operante a Cabrini è così composto:

A supervisionare il tutto, con gran energia, ovviamente il gesuita padre Gherardi.


Altre pagine dal diario:
Un Africa ancora da scoprire (06/02/2007); Tempesta di sabbia (10/03/2006); Serpenti e cucina (11/11/2005)

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