Ecco il compendio della seconda parte sul gruppo di cui faccio parte: è un gruppo interessante, stimolante, dove si intersecano "diverse disparità".
Innanzitutto quella culturale, quando ci si confronta con persone d’altri paesi è inevitabile riscoprire la propria radice italica, le svariate espressioni facciali e la spiccata gestualità nel parlare, le innumerevoli modulazioni della voce, la tendenza ad infervorarci, ad arrabbiarci e poi calmarci nell'arco di un pasto, la spontaneità nei rapporti con gli altri e la voglia di "giocare" con loro. Infine c’è la tendenza ad analizzare in profondità tutte le possibili sfaccettature delle situazioni e dei problemi, più che a trovare soluzioni pratiche.
Molto più controllati, invece, i francesi, più razionali, riservati, a volte inaccessibili; con una spiccata capacità ad individuare un problema, isolarne i vari aspetti e trovare velocemente delle soluzioni comuni, sicuramente, c’è la voglia di incontrarci, capirci, comprendere i rispettivi paesi, capire Goundi e di stare insieme.
Non sempre è facile e privo di contrasti il confronto fra diverse professionalità, la pedagogia e la didattica, il disordine e l'ordine, la creatività e la metodicità, il processo ed il prodotto. Insomma, qui si respira un'alchimia di pesantezza e leggerezza (ma si sa che la leggerezza non e' mai così leggera e la pesantezza così pesante...), di pragmaticità e riflessione, di lavoro e relax.
Per concludere, un'ode alla diversità.... spazio fisico e mentale in cui riconfermarsi e riconoscersi ma anche in cui mettersi in discussione, perdersi e ritrovarsi... magari un po’ cambiati, magari diversi, magari un po' confusi... ma inebriati e scaldati da tutta l'energia che ci e' passata dentro...
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