Come vi accennavo i programmi sono sempre in mutamento. Non possiamo partire presto poiché i nuovi arrivati devono passare dalla gendarmeria per registrare il soggiorno sul passaporto.
Il nuovo programma prevede una partenza verso le 10. I tempi di percorrenza sono molto risicati, ora è difficile arrivare prima con il sole. Da N'Djamena intanto arriva anche Taj, l'autista "ufficiale" di Goundi, che era fermo lungo la pista per una rottura sulla sospensione di una ruota. Un meccanico si è recato sul posto, ha effettuato una riparazione volante e lo ha riaccompagnato a Cabrini.
Il mezzo è carico: due frigoriferi e molto materiale di cantiere e di gestione. La macchina è quella donata dalla Pro Loco di Barzana ed è in condizioni alquanto sfruttate. Ora è ferma in attesa di riparazione e non so dirvi quando potrà riprendere la via del ritorno. Naturalmente si parte alle 11, forse ci fermiamo a Doba dove c'è un centro di accoglienza gestito da religiosi a dormire, o forse ci avventuriamo fino a Goundi. È la seconda ipotesi che avanza lungo la strada, durante la mia assenza, è stata prolungata la via asfaltata e fino a Koumbra possiamo usufruire di una strada "bianca", ma livellata e scorrevole.
Ci fermiamo a comperare un casco di banane, sarà il nostro pranzo. In macchina siamo in 7, forse un po' stretti. Con noi rientra anche la dottoressa spagnola che doveva partire. Come vi ho detto, tutto è mutevole fino alla fine. Arriviamo a destinazione alle ore 21. L'ultimo tratto da Koumbra a Goundi è una pista sconnessa e insidiosa, teniamo le dita incrociate.
Mi assegnano la stanza di Giulio. Sono commosso, è piacevole rientrare anche se il mio cuore è spesso in Italia. Un abbraccio a tutti voi lettori.
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