Brahim è l'autista che mi ha accompagnato in auto da N'djamena a Goundi. Ha un officina meccanica a Sarh e si trova presso la missione di Goundi con l'intento di "restaurare" i mezzi presenti. Normalmente la manutenzione è inesistente, i mezzi sono sollecitati in situazioni sempre estreme, alle pessime condizioni della strada, buche, trappole di fanghiglia, radici affioranti, animali che improvvisamente invadono la strada, sabbia, ecc. si aggiunge la completa mancanza di una manutenzione regolare e di un intervento mirato ad individuare l'eventuale "panne".
A tutte queste incognite, si deve anche considerare che i pezzi di ricambio sono reperibili con molte difficoltà. Normalmente si ripara tutto. Ho visto "cucire" pezze su copertoni o smontare componenti meccaniche e poi rivederli rimontare saldando o aggiungendo minuteria meccanica recuperata. Poiché anche io ho la necessità di un mezzo da utilizzare per gli spostamenti, seguo con attenzione il lavoro che compie.
Maimba è in fermento, il centro scolastico ha carenza cronica d'acqua e la notizia che c'è un'équipe pour le puits ha creato aspettative e fermento. Sono circa 200 i bambini che alloggiano e frequentano la scuola agraria e vi assicuro che riescono a "sopravvivere" con una pentola d'acqua a testa. Il pozzo in attività attualmente è inidoneo e insufficiente. Angelo mi ha chiesto di effettuare un "viaggio" idrico e di fornire la razione di liquido necessario. Prima del mio arrivo si era preso l'onere di questa incombenza ma considerando che io avevo un mezzo attrezzato con un contenitore mi ha pregato di assolverlo da questo incarico.
Ciò che ho visto è stato doloroso. Appena sono giunto sul piazzale e ho detto ai ragazzi di venire con un contenitore, si è scatenato un caos incredibile. Il mezzo è stato preso d'assalto, io dal cassonetto della vettura cercavo di distribuire un po' di acqua a tutti mentre incrociavo gli sguardi supplichevoli e recepivo le voci che mi chiamavano e mi dicevano "à moi, à moi". I contenitori che mi passavano erano i più svariati, pentole rotte, scatole di plastica, piccole taniche dell'olio e tutto ciò che potesse servire per contenere 4-5 litri di "oro bianco". Essere dispensatore di un bene collettivo è un compito oneroso e pone il tuo animo in un senso d'impotenza. I bambini sono supplichevoli ed io cerco di spiegare che presto potranno avere acqua "a volontà".
La giornata è trascorsa con "alti e bassi", gli operai si sono trovati in difficoltà durante la perforazione, a nove metri uno strato di sabbia ha messo in dubbio se continuare il lavoro o se fosse stato meglio spostarsi di 20-30 mt. La sabbia si impasta nella tubazione ed ostruisce la fuoriuscita dell'acqua rendendo impossibile la trivellazione. Suor Agostina, responsabile del centro scolastico, ha dovuto prendere la decisione di cosa fare. Ha cercato consiglio con me, Angelo, Prosper e ispirazione tramite la preghiera (ha chiesto telefonicamente l'aiuto di una persona speciale per un rosario) e ha deciso di continuare. Con grande dispendio di energie e consumo d'acqua la squadra è riuscita a raggiungere la profondità di 15 mt.
La sera e la stanchezza mi consigliano di fermarmi. Mi chiedo come operare nella brousse dove tutta l'acqua necessaria per scavare, sono molti ettolitri, dovrà essere presa con secchi e trasportata dalle donne con il classico catino in testa. È tardi oramai, m'appresto a recarmi in "sala pranzo" dove incontro Emilio, il direttore didattico delle scuole, per cenare. Manca energia elettrica, la stanza è buia, si cena al lume della "torcia elettrica" sdrammatizzando con battute su "questa Africa". Chissà forse non vedere cosa si mangia o non vedere il grosso scorpione che transitava accanto alla poltrona è una circostanza "rassicurante". "Occhio non vede cuore non teme"
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