Finalmente sono riuscito a rubare un po' di tempo e mi sono recato sul cantiere "Angelo". Essenzialmente opera a Maimba anche se ha qualche piccolo progetto nel villaggio che lo ha eletto "sindaco": Kenkemagi.
Angelo sta operando sulle costruzioni esistenti a Maimba per renderle agevoli. Tutto il complesso delle scuole agrarie di Maimba sono state date in gestione alle suore per tre anni. Ora, considerando lo stato di defezione e degrado che nel tempo aveva reso gli immobili fatiscenti, si è resa necessario un investimento considerevole in termini economici e di dispendio d'energie.
Fra gli interventi prioritari che Angelo ha intrapreso ci sono i seguenti:
- costruzione di angolo cottura con camino;
- costruzione di servizi igienici;
- restauro ufficio responsabile didattico;
- restauro ed ampliamento della chiesetta della struttura;
- messa in funzione di lavatoi collettivi;
- imbiancature, ristrutturazione dormitori, riparazione tetti, ecc.
Inoltre con il potenziamento del complesso, i pozzi d'acqua attivi sono divenuti insufficienti ed inadeguati e pertanto si sta provvedendo a trivellare per attivare i pozzi a forage. Il forage è una condotta chiusa che pesca nel sottosuolo nelle falde acquifere e tramite una pompa fornisce un flusso d'acqua costante. Questi tipi di pozzi sono particolarmente impegnativi e gravosi, ma offrono in compenso un liquido particolarmente puro. Il pozzo aperto, oltre a richiedere interventi periodici per eliminare la sabbia che dalle pareti inevitabilmente contamina il fondo, si trasforma in un rifugio d'insetti e roditori che a loro volta divenivano portatori di molte malattie infettive.
Durante questo mio viaggio ho avuto la possibilità di rincontrare un carissimo amico italiano trapiantato in Ciad da diversi anni, la moglie è africana ed è particolarmente abile nel realizzare "batik".
"Il materiale su cui si esegue tradizionalmente il batik è una stoffa leggera, generalmente tessuta con filato sottile e regolare, che permette una precisa realizzazione del disegno. Le fibre che compongono il tessuto devono accettare bene i coloranti. Il materiale usato è la cera, per le sue caratteristiche di penetrazione nel tessuto, velocità di asciugatura e facilità di applicazione e successiva rimozione. Dopo la preparazione del disegno si applica la cera sciolta sulle parti che non si vogliono colorare in modo che questa, penetrando tra le fibre del tessuto, le impermeabilizzi impedendo al colore di aderirvi; si utilizza un attrezzo chiamato canting (tjanting), un piccolo serbatoio metallico dotato di manico per impugnarlo e di un beccuccio che fa uscire la cera. Quando la cera si è asciugata si procede alla tintura immergendo il lavoro in una vasca che contiene il bagno di tintura. Segue il risciacquo e l'asciugatura. Poi la cera viene eliminata con il calore, mettendo il tessuto tra strati di carta (vecchi giornali) e passando un ferro caldo per sciogliere la cera che viene assorbita dalla carta. Per ottenere batik policromi si ripete il procedimento per ogni tinta con una nuova applicazione di cera e un nuovo bagno di colore. Di solito i batik prodotti in Ciad raffigurano scene di vita quotidiana (come scene di mercato, di caccia o di pastorizia) ed i colori sono quelli che richiamano alla terra e alla natura (come il nero, il marrone, il verde scuro o il giallo)".
Considerando i lunghi tempi necessari alla realizzazione dei disegni, ho commissionato una "partita di batik" che intendo riportare in Italia. Lo scopo dell'iniziativa è duplice, da una parte sponsorizzo un'iniziativa prettamente locale che da lavoro ad un gruppo di donne ciadiane, dall'altra mi doto di "piccoli regali Natalizi". La mia richiesta è stata accolta con stupore e gratitudine ed io mi sono impegnato a divulgare la possibile commercializzazione dei batik in Italia. Chi fosse interessato all'acquisto di una "piccola quantità" si faccia avanti tramite sito.
E per concludere una notizia buona. La trivella "umana" è scesa fino a 39 metri e ha trovato l'acqua, è tardi questa sera ci sarà la cena di commiato con gli spagnoli che partono venerdì mattina, mi riservo il racconto a domani.
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