Gianni Pesticcio Diario Tchad
29 novembre 2008 - Tchad (Goundi)
Un piccolo regalo
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La giornata è stata convulsa e inconcludente. La sveglia come d'abitudine è alle 6, la colazione è veloce e ci mobilitiamo subito sul programma della giornata. Scopriamo che parte delle incombenze non potranno essere assolte poiché è un "giorno solenne" per il Ciad. Non ci resta che fare acquisti e cercare di rientrare senza farci cogliere dal buio.

"Belle ville", "Quincaillerie" sono nomi che molti di voi non comprenderanno ma che sono molto indicativi per tutti coloro che sono transitati da Goundi. Si tratta di due "bazar" dove si può acquistare la merce più strana e assurda, una sorta di magazzino-mercato dove accanto ad attrezzi si trovano generi alimentari, spesso scaduti, accatastati fra la polvere e una confusione incredibile. Riesco comunque a trovare alcuni attrezzi agricoli inerenti al progetto.

Davide si avventura nel mercato accompagnato da Taringue alla ricerca di verdura e frutta. Nel frattempo Brahim ci ripara la ruota di scorta, solamente al nostro arrivo ci siamo accorti che era inutilizzabile, fortuna è che non ci è servita. Brahim è un bravo meccanico che conosco bene poiché saltuariamente viene a Goundi a riparare i mezzi ed ha un officina accanto al centro d'accoglienza. Saputo del mio arrivo è venuto a trovarmi e a festeggiare con una veloce birra.

In mattinata ci chiamano gli operai: sono scesi a 25 mt. Si deve rientrare subito a Goundi serve materiale al personale. Si parte subito dopo il pranzo, il caldo è persistente ma in compenso ci accompagna la luce del sole. Una seconda telefonata dal cantiere... siamo a 45 mt. "nous avons trouvé l'eau" per sera terminiamo e dovete venire a spostare il deposito materiale. Si arriva a Goundi verso le 18, neppure il tempo di una doccia, si scarica la macchina e riparto con Prosper e Tringue per il villaggio.

È buio pesto, quando arriviamo, la debole torcia illumina a stento il piazzale, si lasciano i fari del mezzo accesi, la macchina è presa d'assalto dalla popolazione, io faccio fatica a identificare le persone, che mi toccano e stringono la mano. Il capo villaggio mi porta un "pollo": "è per te" mi dice Prosper, "un piccolo regalo". I bambini si muovono a piedi nudi su un terreno assurdo, vedo la luce degli occhi illuminati dalla luna. Si carica la macchina e tutto il personale, una parte di materiale viene lasciato a terra e si incarica la popolazione di sorvegliarlo, noi ci spostiamo in un altro villaggio... non so .... forse Doba.

Prima di partire provo la pompa del pozzo, sollevo ed abbasso con ritmo la leva e sento (il buio non mi fa vedere) l'acqua fuoriuscire, "funziona". Il mio gesto viene accompagnato da un incitamento della popolazione del villaggio e forse qualche gorgheggio di "benemerenza" rientro alle 22. Oramai la cena è "saltata", sono stanco, entro in camera e cerco di fare una doccia. Manca la luce e cerco di levarmi dalla faccia un po' di sabbia e un po' d'"Africa". Rivedo i grossi occhi dei bambini che mi osservano e che mi stringono la mano, non per farsi accompagnare, ma per salutarmi.


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