Questa mattina sono impegnato nel cercare di ridare ordine a tutti i conti e agli scritti da inserire nel sito. Ho l'impressione che il tempo mi sfugga di mano e mi accorgo di essere sempre in ritardo sulle incombenze e sui programmi che mi pongo. Cerco di fare il punto della situazione in riferimento al completamento del progetto in corso.
L'attuazione dei pozzi è ben avviata, le istituzioni sono informate e il personale lavora con impegno. Le lavagne sono pronte, i banchi in lavorazione, le strutture sono terminate e devono essere assemblate. Ho incaricato Mahamat di acquistare materiale agrario voluminoso (cariole, carrette), i corsi di aggiornamento sono allo studio e saranno attivati nella prossima settimana, ho in programmazione l'inaugurazione delle scuole costruite da Barzana e da Bruxelles, ho attivato e messo in funzione la fotocopiatrice acquistata da Arezzo, seguo la costruzione della maeson de Director presso il complesso scolastico di "Rossi", ho in calendario un altro viaggio a Sarh a completare gli impegni economici, probabile uno a Koumbra per recuperare attrezzatura.
Raccontando di questa domenica, ho stravolto completamente il rituale dei festivi. Niente mercato, niente riposo, niente di tradizionale poiché alle 10,00 sono tornato in brousse e sono rientrato alle 19.00. Ma cominciamo il racconto da capo!
Come raccontato il pozzo a Ngangara, per l'esattezza il villaggio è nel comprensorio ma si chiama Koumbote, è stato completato ed ora è funzionante. La profondità dove è stata trovata l'acqua è 45 mt. Oggi sono tornato a recuperare parte del materiale e a posizionare tutta la squadra a Koutkobo. Alle ore 11,00 erano operativi e si inizia a trivellare. Impossibile il rientro per il pranzo domenicale delle ore 12.00. Tutto il villaggio è mobilitato per portare l'acqua e mantenere il livello del bacino costante. È impressionante vedere giovani donne con il piccolo neonato legato sulla schiena e portare in capo un mastello di 30-40 litri d'acqua. Neppure le donne anziane si risparmiano, a fatica portano quantità impensabili.
Penso a mia madre, zoppicante e malmessa, in questa situazione e pensate che non ci sono neppure sedie per riposarsi. Si accovacciano un attimo in quella posizione classica da wc e poi ripartono. Io avrei i crampi e le formiche ai piedi solo a restare nella posizione di riposo.
Il capo villaggio, con l'aiuto di tutti, appronta a me e Prosper un pranzo tradizionale, riso e pollo. Tutto versato rigorosamente in un vassoio e poi.... buon'appetito, ci si arrangia come si può. L'ospitalità è sacra e non si può declinare l'invito. Ho sete, mi passano un catino d'acqua per bere ed anche in questo caso poi tutti si assetano dallo stesso recipiente. Mi chiedo da dove proviene l'acqua poi preferisco bere e non pensarci.
Intanto gli operai sono arrivati a 35 mt e hanno trovato acqua. La vedo sgorgare, è rossa come la sabbia, mi chiedo come fanno a berla. Poi mi spiegano che è sporca a causa della perforazione, con il tempo si decanta la sabbia e fuoriesce acqua trasparente (!!!). A questo punto iniziano l'estrazione dell'asta perforatrice e posizionano le altre come già descritto. Unico problema è che l'acqua dalla pompa non esce. Mi spiegano che si è formata una bolla d'aria e che occorre un giorno affinché si riassorba. Mi spiace vedere la popolazione guardarci andare via senza poter far funzionare il pozzo. Domani devo controllare se la pompa è funzionante: in caso contrario si dovrà smontare tutto e continuare la perforazione.
Con l'auto Barzana, faccio due viaggi, il primo per trasportare il materiale, il secondo per trasportare tutto il personale e la parte restante d'attrezzatura. Il terzo pozzo è programmato a Boudobo. Rientro con il buio, lascio gli uomini accampati nel piano dove si dovrà trivellare. Come di consuetudine restano a dormire in brousse, si accontentano di un telo dove sdraiarsi e accendono il fuoco per tenere lontano gli animali. La popolazione intanto ha iniziato a portare l'acqua nel bacino approntato, l'accordo prevedere che fino alle ore 22,00 continueranno in questo "pellegrinaggio" poi si sospende per ricominciare domani di buon ora. Taringue da le ultime disposizioni e rientra con me a Goundi.
Siamo a circa 15 km di distanza e anche a costo di ripetermi vi rammento che il buio sulle piste è insidioso. Basterebbe una foratura od avere la macchina in "panne" che mi costringerebbe a passare buona parte della notte accanto al mezzo in attesa di soccorsi. Anche oggi mi sento appagato, penso a tutto quello che riesco a fare, penso a tutte le persone che mi conoscono e mi salutano, penso al capo villaggio che mi ha messo in macchina un "pulì", penso a cosa rappresenta per questa popolazione l'acqua, la mia presenza e quel piccolo "pulì" che mi hanno donato.
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