Prosper ha trovato il modo di far avere il passaporto all'Ufficio viaggi di N'Djamena e si sta interessando per verificare se i tempi di rilascio rientrano con quelli del mio rientro in Italia. Dobbiamo portarlo a Sarh, un suo conoscente deve recarsi in capitale domenica e si è impegnato a consegnare la busta di documenti all'Ufficio per l'espletamento della pratica. Questo significa sobbarcarsi un altro viaggio fino a Sarh e considerando la pista ed i tempi di percorrenza è un viaggio che si compie mal volentieri. Dovrò partire sabato e rientrerò domenica. Questo fine settimana non potrà essere dedicato al riposo, alla visita al mercato e alla bibita calda bevuta nel "bistrò" di Goundi. La sola consolazione è che a Sarh uscirò a cena, con Prosper andrò a mangiare in una bettola dove servono il piatto unico "capiten". Si tratta di un pesce di fiume non ben definito che è servito fritto, impanato ed accompagnato dalla birra che producono in città la "Castell".
Ho provveduto a lavare e controllare la macchina: olio, freni, acqua, ruota di scorta. Domani mi reco a Sarh, ho trovato un "abate" che si recherà a N'Djamena e che consegnerà il mio passaporto alla locale sede Acra per il rinnovo del visto. Purtroppo lunedì è festa e fino a martedì non sarà possibile consegnare a destino la domanda di visto. I tempi di rilascio visto sono veramente scarsi, spero nella Providenza e nella sensibilità di qualche funzionario che prenda a cuore la mia richiesta. A modifica delle decisioni assunte al mattino, conto di rientrare in giornata, sarà un viaggio massacrante, fra andata e ritorno circa 8 ore di macchina con buche, insidie, polvere, sole e la solita incognita della pista ove sovente si fanno "cattivi incontri". Pertanto il diario potrebbe subire la battuta d'arresto di una giornata.
Nel frattempo cerco di pensare positivamente e continuo ad attivarmi nell'attuazione del progetto. Stamane si procede con la trivella nella corte di un piccolo raggruppamento di case a Goundi, poco distante da dove sorgono i tralicci della Celtel (telefonia). Si tratta del penultimo pozzo da attivare poiché l'iniziativa sarà conclusa con la perforazione del pozzo di Maimba. "Èquipe des puits" mi ha chiesto ripetutamente di poter festeggiare prima del loro rientro a N'Djamena con una grigliata a base di capretto che io dovrei offrire. Probabilmente saranno accontentati poiché si sono impegnati ed il lavoro è stato redditizio.
Per la prima volta questa mattina non mi sono svegliato e quando mi sono alzato, l'orologio segnava le 6,30. Ho trovato gli operai che stavano già caricando la macchina per trasportare gli attrezzi sul nuovo cantiere. Il primo pozzo costruito in assoluto è quello all'interno dell'ospedale a cavallo dei Reparti Intensivo ed Infettivo, di giurisdizione di Suor M.Grazia. Una volta attivata la fontana, si sono recati a Maimba e poi nei villaggi della brousse senza completare il basamento in cemento sotto la bocca dell'acqua. Tutti gli ammalati e i parenti che stazionano nel cortile dell'ospedale utilizzano con gran soddisfazione il pozzo ed inevitabilmente nelle adiacenze si è formata un'enorme pozzanghera. Con il rientro nelle stanze, i degenti lasciano impronte di fango nella veranda e lungo i corridoi. Questo ha provocato le recriminazioni di suor M.Grazia che, giustamente, rivendica il termine dei mansioni incompiute. Di conseguenza nell'esecuzione dei lavori odierni è inserito questo lavoro come prioritario.
Angelo come vi ho raccontato ha la gestione di una marea di piccoli cantieri, si sposta con una bicicletta malconcia ed appena si presenta l'occasione utilizza un mezzo per trasportare attrezzi da una parte all'altra. Alla sera lo vediamo sovente compiere calcoli, controllando una marea di foglietti ed appunti per addebitare a questo o quel lavoro i rispettivi addebiti. Apparentemente è in confusione totale poiché utilizza più casse, ma come diceva Totò "è la somma che fa il totale".
Nel frattempo anche il pozzo di Goundi è ultimato, trovata acqua a 35 mt. Anche la base di appoggio al pozzo all'interno dell'ospedale è stata fatta con la "benedizione" di suor M.Grazia.
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