Gianni Pesticcio Diario Tchad
07 dicembre 2008 - Tchad (Goundi)
Ambasciatore di persone probe
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La giornata sembra iniziata bene. Mi sono alzato alle 7,30 e sono disoccupato per l'intera giornata. Naturalmente tutti i programmi possono subire modifiche senza preavviso come da consuetudine, ma la semplice idea di poter disporre di periodo senza incombenza mi gratifica.

Ieri sera come vi ho già raccontato, cercavo di rubare un momento di dialogo con Emilio, guardavo le stelle e sorseggiavo una birra fresca, quando vedo passare un infermiere con la lanterna a petrolio. È un rituale che ben conosco: la stanza di Enry, il medico di guardia, è poco distante dalla nostra postazione e l'infermiere di sicuro la sta chiamando per un urgenza. Tutti i medici che sono stati a Goundi vivono questo attimo con apprensione poiché è molto difficile intervenire e la preoccupazione è a fior di pelle.

Sento confabulare l'infermiere con Enry, poi la si sente avviarsi con passo affrettato. Dopo pochi minuti sento il classico rumore del generatore avviarsi e un fascio di luce m'illumina. Sono le lampade della sala da pranzo che si sono attivate con l'arrivo dell'energia elettrica. Immagino i momenti convulsi prima dell'operazione e la serata che inevitabilmente accompagnerà Enry per tutta la notte.

Sono le 11.00 e sono a passeggio per il mercato, compro la solita stoffa e mi fermo a bere la solita coca-cola. Il cielo è offuscato, mi dicono che il sole è velato dalla sabbia del deserto sollevata dal vento proveniente dalla brousse. Lorely mi spiega che il vento è portatore di malattie infettive e che i casi di meningite sono aumentati. Improvvisamente squilla il mio cellulare, è Taringue che mi chiede dove sono e se sono disponibile a portare la squadra a Maimba. Vuole allestire la vasca per la raccolta dell'acqua in modo che i bambini della scuola agraria, possono cominciare a riempirla di liquido utilizzando l'altro pozzo adiacente costruito.

Rientro a malincuore pensando a tutti i progetti di riposo annunciati. Mentre mi accingo a rientrare; incontro Angelo che con l'auto di Giulio si stà recando a Kenkemagi. Ha piccoli progetti sparsi. Nel villaggio ha una piccola paiotte di paglia allestita ad aula scolastica che vuole ristrutturare. Ecco la nostra domenica di riposo trova riscontro in attività non programmate. Nel frattempo rientro per il pranzo, ma dopo neppure un ora mi richiamano al telefono: a Maimba tutti i bambini sono impegnati nel portare acqua alla vasca. Si tratta di estrarre dal pozzo già funzionante l'acqua e trasportarla a 500 mt nella piazzetta dove s'intende trivellare per il secondo pozzo della scuola agraria. Come avveniva nei villaggi di brousse dove le donne fornivano tutta l'acqua necessaria al funzionamento della trivella, così a Maimba tutti i bambini si mettono in fila per contribuire attivamente alla funzione delegata.

Domani gli operai devono avere a disposizione non meno di 10 mc di acqua per poter lavorare e potete ben immaginare quanti viaggi devono compiere con i piccoli contenitori per poter riempire la piscinetta. Ho ancora molte caramelle, tutti i ragazzi che collaborano avranno questo premio. Penso alla realtà europea dove nessuno si venderebbe per una caramella, dove nessuno (o pochi) sono disponibili a lavorare per la comunità, penso al mio rubinetto di casa che senza sforzo mi permette di avere il prezioso liquido a mia disposizione. È difficile parlare d'igiene, di pulizia, di sete a questi ragazzi che devono "sudarsi" pochi litri di liquido al giorno e che avere un pozzo rappresenta una conquista sociale importante.

Continuano a camminare con in testa il loro fardello sotto un sole cocente, oggi è domenica e anche per loro doveva essere un momento di svago, relax e qualche gioco improvvisato. Suor Agostina mi guarda, mi dice che darà loro una piccola razione di zucchero sia per ritemprarli dallo sforzo, sia per premiarli e dare un significato diverso alla Domenica. Le risorse a sua disposizione sono poche e si tranquillizza solo quando le dico che in settimana andremo assieme a fare una piccola spesa, poche cose del tipo: zucchero, mais, sorgo, sapone ed altro che mi indicherà da destinare a tutti i bambini del Centro Nutrizionale e per un piccolo sostentamento a tutti i bambini bisognosi.

Mirella durante la sua visita a Goundi si è fatto carico del sostegno alimentare dei bambini ed ora capeggia un piccolo gruppo di sostenitori e si prodiga nella raccolta di fondi. Fa parte di quelle persone che aiutano questa terra che spesso non sono visibili e non ottengono plausi ma che portano nel cuore un pezzetto d'Africa poiché le esperienze vissute non possono essere cancellate o dimenticate. Forse è il caldo o forse è la stanchezza, ma mi sembra di vedere negli occhi di suor Agostina un bagliore, un piccolo luccichio.

Io sono solo l'ambasciatore di persone probe e volonterose che mi permettono di vivere o meglio rivivere le esperienze vissute e vedere realizzati i progetti sostenuti. Io sono l'ambasciatore che registra con l'occhio del fotografo l'attuazione delle iniziative a testimonianza dell'effettiva esecuzione. Ci sono ancora molte cose da fare, molte idee, molte necessità che porterò con me e trasmetterò a tutti quelli che sostengono Goundi e chissà... forse diverranno oggetto di progetti futuri.


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