Ho telefonato a N'djamena per sapere se il mio passaporto era arrivato, come ben potete immaginare se fosse stato smarrito od inoltrato alla persona sbagliata ora sarei nella disperazione. Mi è stato confermato che è arrivato e che è stato presentata richiesta per ottenere il visto. Questo mi fa ben sperare se non fosse, che di seguito mi danno una brutta notizia: domani a N'djamena è festa e tutti gli uffici pubblici sono chiusi.
Ma come, ancora festa, dico io, e mi spiegano che la festività del 1 dicembre, la festa della Libertà e della Repubblica, è stata spostata al 10 perché coincideva con... qualche altra cosa.
Sono notevolmente stranito per il modo in cui gestiscono le feste. Ma cerco di essere fiducioso anche quando avvengono piccole... piccole... inaspettate sorprese tipo quella di ieri sera.
Era oramai prossima l'ora in cui il gruppo elettrogeno si ferma e la piccola comunità piomba nel buio. Stavo comunicando tramite Internet le ultime notizie e decido di mettermi le scarpe per la sera. Porto spesso sandali ed infradito ma con il buio è consigliabile proteggere il piede dal possibile rischio di schiacciare inavvertitamente un serpente o... altro. Così mentre leggo e scrivo sul PC slaccio la prima scarpa ed... ecco all'interno si era sistemato ben protetto un grande scorpione.
Almeno non so bene se fosse uno scorpione in quanto la forma era tipo "granchio" ma non aveva il classico pungiglione alzato sul corpo. Naturalmente con l'illuminazione non mi ha creato alcun problema, una volta fatto uscire dal nascondiglio è stato calpestato. Dopo pochi secondi... ecco la stanza e avvolta dal buio. Immagino la stessa scena con il mio piede nella scarpa in cerca di protezione si trova ad affrontare un situazione imprevista e forse anche... deleteria.
Mi reco sul cantiere per verificare la consistenza d'acqua nel bacino; è poca devo fare qualche viaggio. La telefonata mi giunge mentre sono impegnato in questo compito: "Sono suor Agostina, vado a Koumra a prendere suor Michela proveniente dal Camerun dove si è recata per un corso di aggiornamento contabile, se vieni con me puoi comperare 30 baghette ed un grosso barattolo di cioccolata del tipo Nutella per i ragazzi di Maimba, si stanno impegnando molto a trasportare i catini d'acqua e vorrei ricompensarli."
Non ci sono problemi, andata e ritorno nella stessa mattina. Al mio rientro trovo la squadra in siesta e mi dicono: "Jani nous n'avons pas de l'eau" se voglio che entro sera finalmente terminano occorre porre ripari. Un pranzo fugace e poi di nuovo a dare assistenza.
Ma anche questa funzione viene interrotta, Angelo continua a fare il trasportatore io devo recarmi con Jim (l'agronomo di Maimba) ed Emilio al quartiere musulmano. Ho fatto un ordinativo al fabbro di costruirmi 200 attrezzi da lavoro ed ora sono pronti, devo andare a ritirarli.
Il quartiere arabo è alquanto inquietante, l'impressione è quella di essere osservati, tenuti d'occhio e all'occorrenza temo che possano intervenire anche con maniere forti. Ma siamo scortati da Jim e il fabbro che c'è venuto a chiamare. Ci fermano sulla strada distante dalla capanna ove sono stipati gli attrezzi ordinati (houes, asce, ecc.), ci dicono di attendere mentre Jim controlla la merce, conta i pezzi e poi mi raggiungere per chiedermi la somma pattuita. Si carica tutto in auto, si saluta e ci allontaniamo.
Ora mi sento più tranquillo. Al mio rientro sul cantiere, il personale è fermo per il pranzo. Sono le 17, il montone è sul fuoco ed al mio arrivo mi offrono la parte più prelibata (i testicoli) e mi dicono: "il est pour toi Jani". Con me c'è suor Agostina, anche lei vuole assaggiare e si complimenta con il cuoco. "Buono, buono", dice, "ma continuate a lavorare benedetta gente!"
Taringue risponde che se questa notte ci sarà acqua a sufficienza, la squadra continuerà a perforare poiché c'è l'intenzione di terminare per poter prendere la strada del ritorno verso N'djamena. La trivella si è fermata a 30 mt, mi dicono che probabilmente si deve scendere ancora di 10-15 mt; nel frattempo i ragazzi continuano a portare acqua da un pozzo all'altro. Questa sera dopo cena ho promesso di andare a controllare se stanno lavorando e a che punto sono arrivati.
Maimba è poco distante e non rappresenta un problema restare appiedati, si può sempre tornare a piedi e per questo devo ricordarmi di portare una pila per illuminare il sentiero. Guardo nel cielo e penso che forse non c'è bisogno, sono le 18,30 ed una luna (quasi) piena illumina la via.
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