Ci sono giornate che si presentano pesanti o non ben identificate. Questa è una di quelle.
Il programma della giornata è già stato stravolto dalle prime luci del sole. Sulle decisioni in atto incombe la "nuvola nera" del pozzo di Maimba. "Cosa si deve fare esattamente?" Mentre faccio queste riflessioni mi reco sul cantiere.
I banchi in lavorazione, sono a buon punto. Saldatore, falegname e pittore stanno lavorando a pieno ritmo. Tutte le gambe sono in ferro questo per evitare che le termiti le distruggano. Vi rammento che devo ultimare 162 banchi e panche. Ieri sera hanno terminato la verniciatura ed è iniziata la lavorazione dei ripiani di legno per formare piani per il banco e per la seduta. Tutto il legname deve essere piallato per eliminare eventuali scaglie e per renderlo liscio.
Questo ha rappresentato da subito un problema grosso in quanto la macchina piallatrice assorbe molta corrente e l'ospedale ha vincolato l'utilizzo. La soluzione trovata è stata quella di recuperare il gruppo elettrogeno in dotazione a Mamiong, serve ad estrarre acqua dal pozzo nel periodo di gran caldo da destinare all'abbeveratoio dei buoi ma in questo periodo non viene utilizzato poiché la mandria si trova al pascolo nella brousse. Davide ha recuperato un lungo e grosso cavo elettrico con il quale mi alimenta la piallatrice. Ora il falegname riesce a lavorare anche nelle ore in cui il gruppo dell'ospedale è in riposo ma soprattutto può utilizzare energia elettrica senza condizioni di sorta.
Mentre scrivo questi appunti cerco di riposare la mia "vecchia carcassa". Stamane due sono le cose positive, la prima è stata la presa in consegna delle chiavi del Bureau Directoeur Ecole Ernesta Rossi. La squadra di muratori capeggiata da Rimond ha ultimato la casetta in tempi impensabili e oggi assieme a Prosper mi sono recato per una visita ed un controllo a visionare la costruzione.
Io l'avevo già fatta ispezionare ad Angelo che è sicuramente la persona più competente ed il suo responso era stato categorico: "Un buon lavoro, veloce ed economico".
La mia visita è d'obbligo poiché le maestranze ora le trasferisco. Golì è un grosso borgo a ridosso di N'gangara ove si trova una scuola comunitaria che intendiamo sostenere nella sistemazione dei banchi e delle panche. Come vi ho detto è da diversi giorni che sul cantiere si sta lavorando per costruirli ed io voglio vederli realizzati ed istallati almeno in una scuola. Per tanto carichiamo due macchine con 18 banchi completi, 5 muratori, cemento ed attrezzi vari. Al mio arrivo a Golì, sono accolto dalle rappresentanze scolastiche locali, oramai sono le 13 e la scuola è sospesa. Nell'interno dell'aula vedo tronchi e ceppi di legno sul pavimento, poiché ogni alunno si porta da casa la sua "sedia" personale. Il maestro impartisce ordini per liberare tutta la stanza dal legname mentre i muratori iniziano a scaricare le vetture. Le gambe di ferro dei banchi e delle panche, saranno murati nel pavimento. Occorre calcolare bene le distanze e le posizioni per sistemarli in modo geometrico.
Nel frattempo i ragazzi mi accerchiano e mi pongono domande: come ti chiami, da dove vieni, ti piace il Ciad ed alcuni mi dicono "ma tu est Jani photo".
Rientro stanco, assetato, impolverato Oramai sono quasi le 15, sul tavolo vedo ancora il mio piatto capovolto con il menù del giorno: pasta al sugo (sicuramente scotta e fredda), carne rossa (non l'ho assaggiata e non saprei dirvi il sapore), insalata (floscia, forse il caldo!) e... una bella zuppiera di macedonia fatta con pompelmi e papaia. Oltre ad essere dissetante è anche riempitiva e l'appetito scompare.
Sulla strada del rientro incrocio Taringue in viaggio per Sarh, si reca ad acquistare il materiale per gli ultimi arrivati. Il pozzo del Centro di Santé ed ora anche un pozzo per il "campus" degli infermieri.
Il miglio e i fagioli secchi sono due alimenti molto importanti che le suore ambiscono per il Centro Nutrizionale e per i bambini di Maimba. È difficile reperirli in grosse quantità a Goundi, ora si trova solo cotone ed arachidi. Ma le ragazze del collegio mi hanno detto che al mercato è possibile l'acquisto. Occorre girare fra le bancarelle e fare la spesa dalle donne che arrivano con i contenitori sulla testa. Il problema è che la vendita avviene solo con la misura "korò" ed ogni donna dispone solo di 3-4 misure.
Il korò è una sorta di tegame dal diametro di 22 cm viene fatto pieno raso o a colmo a montagna ed il prezzo varia di conseguenza. In accordo con suor Agostina, ho "sguinzagliato" le ragazze del collegio per il mercato con il compito d'acquistare tutta la merce che si trova in piazza. Io aspetto con i sacchi da riempire deposti sul cassonetto della "mitica auto Barzana".
Ad essere sincero non mi aspettavo un esito positivo o quanto meno di sostanza invece i risultati sono più che soddisfacenti. Lentamente, ad una ad una, rientravano alla mia postazione e svuotavano nei rispettivi sacchi i fagioli o il miglio. Le ragazze avevano il denaro corrispondente al korò che portavano ed appena deposto ripartivano.
Con la fantasia ho immaginato una pioggerella che deposita acqua in un grosso contenitore. Apparentemente lo sforzo è insignificante ma poi con il passar del tempo vedo il sacco prendere consistenza. Qualcuno ha detto che se una persona fa un sogno è solo un sogno ma che se un popolo sogna diventa realtà. Io continuo a sognare ed il mio sogno è quello di pensare che tutti voi possiate continuare a sognare. Non importa cosa ma tramutate in realtà il vostro sogno.
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