Gianni Pesticcio Diario Tchad
14 dicembre 2008 - Tchad (Goundi)
8 uomini sul cassonetto
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La serata l'ho trascorsa a cena da Fabio. In una missione come questa dove non ci sono distrazioni di sorta, dove il generatore si spegne alle 19.30, dove la conversazione è spesso forzata con un inglese o francese maldestro e le pietanze sono molto simili ad un rancio militare, una serata alternativa con una birra fresca, conversazione in lingua madre e un buon risotto allo zafferano con funghi provenienti dall'Italia è come un sogno. La connessione Internet, da qualche giorno è lenta e difficoltosa, ma per ora si riesce a comunicare poiché mi sono ritagliato uno spazio temporale dalle 18.00 in poi.

Stamane il sarto mi ha portato i pantaloni che ho ordinato. Sono 6 paia: il primo l'ha consegnato qualche giorno fa mentre i rimanenti sono stati completati solo oggi. Questo vestiario rappresenta il mio "tesoretto" poiché continuerò ad usarli anche dopo il mio rientro.

Stamane una piccola combriccola ha fatto visita alla borgata dove Angelo è considerato il munifico benefattore di "Kenkemagi". In questa borgata di 200 persone ha operativi piccoli cantieri che patrocina e sostiene economicamente con l'aiuto di collaboratori italiani. Un piccolo bananeto è stato realizzato anni fa a ridosso del pozzo d'acqua. Il "giardino", com'è chiamato da tutti gli abitanti, di fatto è un orto, è un appezzamento di terreno con un pozzo al centro dove si producono diverse verdure. La mancanza della catena del freddo rende impossibile la distribuzione organizzata, poiché è merce deperibile, ma averla disponibile giornalmente sul mercato è un grande aiuto gestionale.

Questo anno Angelo "sponsorizza" il consolidamento del tetto di una scuola di brousse. Tutta la copertura del grande abituro è consolidato con uno scheletro di ferro. La mia prima impressione è stata quella di vedere "un tetto" appoggiato al suolo poiché la costruzione ha le pareti perimetrali appoggiate su un perimetro alto circa un metro. La copertura in seguito sarà fatta con paglia intrecciata, questo permetterà di avere frescura nella stagione calda e potrà essere rifatto e consolidato facilmente all'occorrenza. La visita al villaggio è rapida ed essenziale poiché un'altra incombenza m'attente ed il tempo a disposizione è limitato. Naturalmente devo rinunciare al "marché" che rappresenta un appuntamento d'evasione e di relax.

Presso la mia abitazione Prosper mi attende. Dobbiamo andare a douddddd******* a controllare se la squadra dei pozzi che si trova in brousse da due giorni a terminato, ma prima si deve passare dal cantiere a caricare la macchina di banchi e di cemento piochè presto la scuola di Golì sarà terminata e Raimond si appresta ad iniziare un'altra scuola. Visita d'obbligo al coordinatore scolastico di Ngangara: dobbiamo avvisarlo che presto sposteremo il cantiere. Occorre essere sempre molto formali in tutte le iniziative che s'intraprendono per non ledere l'autorità di cui godono.

Mi faccio accompagnare da un maestro e, in un aula, faccio deporre il carico che mi avevano collocato sull'auto. Prosper intanto da disposizioni e mobilita i responsabili avvisandoli che in settimana una squadra di muratori verrà a montare i banchi ed a fissarli al suolo. Ora possiamo proseguire e recarci in un altro villaggio: se il pozzo è stato ultimato recupero la squadra e rientro a Goundi.

Il villaggio dista 30 km, quando mi vedono arrivare e mi riconoscono, la squadra esulta. L'acqua si trova a 52 mt e questo è in assoluto il pozzo più profondo. Oramai sono le 14, il capo villaggio come di consuetudine offre il pasto a tutta la squadra. Il rituale è sempre identico ed anche io attingo la pallina di "bulle" nell'intingolo per poi mangiarla leccandomi le dita. Rientro con l'auto "Barzana" carica di materiale da cantiere, tubi, bidoni, pompe, sacche d'indumenti degli uomini, pentole varie e naturalmente 8 uomini sul cassonetto. Penso che è una buona macchina la Toyota, penso che è molto valida per tutte le attività legate alla mobilità, penso al grosso banco di sabbia che mi aspetta sul sentiero e che non mi preoccupa, penso alle buche che dovrò evitare e alla doccia che mi aspetta. Tutto il materiale, lo porto al Centro Nutrizionale, domani, salvo imprevisti, inizieranno a perforare il terreno e se sono fortunati farò in tempo a vederlo funzionare. Taringué oggi dovrebbe tornare da Sarh con il materiale acquistato pertanto domani sarà una giornata intensa.

Nel frattempo penso a questa sera, anche la squadra di muratori che si trovano a Golì è da recuperare e domani mattina è da riaccompagnare al cantiere, ma Prosper mi ha telefonato per dirmi: «Jani repose, aujourd'hui est dimanche, vais je!».


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