Gianni Pesticcio Diario Tchad
17 dicembre 2008 - Tchad (Goundi)
Sulla strada di ritorno
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Mentre scrivo riguardo il progetto e mi accorgo che è quasi completo:

Posso essere soddisfatto, il progetto è stato completato e se ottengo il visto anche il mio rientro in Italia avverrà come da programma. Tutte le compagnie che hanno sponsorizzato il proposito possono essere soddisfatte poiché i progetti sono stati ultimati in tempi rapidi e scrupolosi. Di questo occorre dare merito a Prosper, che si è attivato in un modo insuperabile, sovrastando anche gli ostacoli territoriali, fornendomi una valida macchina quella donata dalla "Pro Loco", informandosi costantemente delle necessità, accompagnandomi in brousse tutte le volte che ho fatto richiesta, controllando le maestranze ed i lavori eseguiti, lasciandomi piena autonomia nell'esecuzione dei lavori. Occorre continuare su questa strada dando pieno sostegno e credibilità a chi si espone senza reticenze con l'intento di perseguire gli obiettivi prestabiliti.

La giornata d'oggi è finalizzata ad un ultima verifica, all'ultimo scatto fotografico, al saluto delle persone che in questa avventura mi sono state accanto. Fatte queste considerazioni, continuo a giostrarmi sul cantiere fra la squadra di operai che continuano il lavoro programmato, una visita a Maimba per documentare le ultimissime iniziative che Angelo sta completando, la chiusura dei conti con Prosper, le ultime piccole sovvenzioni che riesco a portare a termine.

Una che comunico con grande partecipazione è quella di un primo piccolo sostegno all'associazione "disabili", a seguito della donazione pervenuta nel sito posso elargire una somma simbolica per definire le prime necessità.

A mezzogiorno, presso la "caffetteria", i dipendenti dell'ospedale organizzano una piccola festa di commiato alla dott.sa Enry che, dopo molti anni di lavoro, rientra definitivamente a Barcellona. La semplice cerimonia l'ha profondamente commossa e questo lascia "sperare" in un ripensamento futuro per un suo rientro, anche se temporaneo, presso la comunità dell'ospedale. È molto difficile accettare e scegliere di lavorare a Goundi, la situazione politica ed ambientale è precaria, alquanto impegnativa e ha bisogno di grande spirito d'adattamento e di sacrificio.

Nonostante le numerose telefonate a N'Djamena, non ci sono ancora buone notizie in merito al visto sul mio passaporto. Domani mattina partirò con una grande incognita sulle reali possibilità di poter uscire dalla Nazione.

Il pomeriggio è colmato da un incontro di calcio fra due compagini improvvisate, Goundi contro il resto di Goundi. È una partita fortemente voluta poiché nel passato donavo alla squadra vincitrice un pallone da football. Questa volta non ho premi da offrire e nonostante le mie chiare dichiarazioni di "non disponibilità" l'incontro è sostenuto. Il campo di calcio non era più in condizioni agibili da diversi mesi e molti volontari sono all'opera da questa mattina per strappare, bruciare, raccogliere sterpi, erba e quant'altro.

Chiudo tutti i contatti, oramai non c'è tempo e sulla strada del ritorno la connessione Internet probabilmente sarà difficile.


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