Al mio risveglio penso a questo dicembre, penso al Natale oramai prossimo ed al caldo che mi ha accompagnato questa notte. “Cabrini” è in movimento fin dalle prime ore. Anche io sono in fermento, ho un grande appuntamento con Matteo all’Acra per il ritiro del mio passaporto e devo confermare il volo di rientro con la compagnia aerea Afriqiyah. Tutto si svolge secondo il programma ed io posso finalmente tirare un respiro di sollievo. Ora sono in possesso del passaporto con relativo visto e il mio volo, e quello di Angelo, è confermato. Ora possiamo andare al Centro Artigianale a fare acquisti.
Il Centro è un grande cortile a forma rettangolare, appoggiati alle pareti perimetrali ci sono commercianti arabi che vendono chincaglieria, manufatti in pelle, disegni ed altro. È un barattare e contrattare i prezzi in modo “sfacciato” ed esagerato, si viene strattonati e rincorsi con l’ultima proposta valida. Anche io sono tentato e faccio acquisti convinto di avere qualche cosa di pregiato. La compagnia (Davide, Enry ed Angelo) sfrutta l’occasione di essere in centro città per concedersi una birra fresca. È il “Nova Hotel” il luogo prescelto, si tratta di una grande costruzione del tipo “europeo” saloni illuminati, aria condizionata, lusso e camerieri inguantati ci ricevono. In comode poltrone bevo la mia bevanda ghiacciata che pago 3.500 f.sefa (bottiglia piccola), normalmente la pago 700 f.sefa la bottiglia grande.
Per il pranzo siamo ospiti dalle suore, sul ponte che sovrasta il fiume Sherì c’è molta confusione, uomini armati, camionette blindate sbarrano la strada. Fortunatamente un auto Acra ci accompagna e passiamo indisturbati. Al nostro arrivo le suore ci dicono che si teme un nuovo colpo di stato, i telefoni sono rimasti isolati per tutta la mattina, è difficile comunicare e spostarsi. I militari cercano armi, ribelli e terroristi e la frontiera del Camerun è presidiata, noi siamo a meno di 2 km di distanza e forse questo aumenta lo stato d’allerta. Anche il volo di questa sera dell’Air France è stato soppresso ed io confido nella regolarità del nostro volo di domani sera, considerando anche che è una compagnia di bandiera Libanese.
Claudio ci viene a prendere per riaccompagnarci a Cabrini. Sulla strada del ritorno cogliamo l’occasione per fare un sopralluogo alla nuova casa spirituale in costruzione delle suore che ci hanno ospitato a pranzo. È un enorme caseggiato a ridosso del fiume Sherì e a circa due km dal nuovo ospedale di N’djamena. Claudio che dirige i lavori, si fa forte della disponibilità e competenza di Angelo per confermare l’operato. La serata la passiamo in una “punto di ristoro” assieme a Claudio, una buona cena e un buon vino. Anche se molto spartano il luogo ci mette allegria, siamo molto ottimisti per il viaggio di domani ed ora che io sono in possesso del relativo Visto commento che, in caso di pericolo, possiamo sempre attraversare la frontiera del Camerun.
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